Il grande sciopero della Nutella che non c’era mai stato finora è ‘colpa’ del bonus Macron

di Redazione | 04/06/2019

sciopero Ferrero
  • Gli operai della Ferrero in Francia hanno incrociato le braccia per uno sciopero di una settimana

  • Chiedono all'azienda che sia applicato il bonus Macron

  • La produzione di Nutella è ferma nello stabilimento di Villers-Ecalles

In passato fare sciopero alla Ferrero era praticamente impossibile. Anche perché, in una delle aziende con maggiore attenzione ai suoi dipendenti, non c’erano particolari rivendicazioni sindacali da fare. Eppure, da una settimana i lavoratori dell’azienda di Villers-Ecalles, a pochi chilometri da Rouen, stanno incrociando le braccia facendo partire quello che ormai è noto a tutti come sciopero Nutella.

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Sciopero Nutella, cosa sta succedendo in Francia

Nello stabilimento francese non entrano e non escono i camion: non arrivano le materie prime e non escono i barattoli della crema alla nocciola più famosa al mondo. La produzione di Kinder Bueno è praticamente ferma, mentre la Nutella viene prodotta soltanto nel 20% della sua linea all’interno dello stabilimento. Ma le scorte iniziano a scarseggiare: un problema per quello che è il terzo stabilimento al mondo per la produzione di uno dei prodotti che meglio incarna il Made in Italy.

Gli altri due stabilimenti sono quelli di Alba e di Stadtallendorf in Germania. Normalmente, la produzione di Nutella in Francia arriva a 600mila barattoli al giorno. L’interruzione della filiera avrà ripercussioni inevitabili sul mercato. Ma cosa chiedono i lavoratori della Ferrero?

Perché i lavoratori della Ferrero stanno facendo uno sciopero Nutella

Tutte le 400 persone che fanno parte della catena produttiva dello stabilimento hanno un contratto a tempo indeterminato. Ma, sull’onda delle recenti proteste dei gilet gialli, i lavoratori chiedono un aumento salariale del 4,5% all’anno. Oltre al pagamento del bonus Macron di 900 euro, quello che il presidente della Repubblica francese aveva promesso nella conferenza stampa di fine 2018, in piena emergenza proteste in Francia, con i gilet gialli che avevano messo a ferro e fuoco la capitale e le altre città transalpine. Uno degli aspetti che ha consentito alla Francia di sforare il 3% nel rapporto deficit-pil.

La Ferrero, intanto, ha preso le contromisure. Ha fatto notificare un atto giudiziario ai manifestanti, a cui verrà applicata una multa di 1000 euro per ogni giorno di blocco indiscriminato degli stabilimenti. Anche l’azienda più felice del mondo può avere i suoi problemi.

(Credit Image: © Diego Puletto/SOPA Images via ZUMA Wire)

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