Sara Cunial pubblica la sua lettera di espulsione dal M5S

di Redazione | 22/04/2019

Sara Cunial

La decisione era nell’aria, adesso è diventata ufficiale. Nella giornata di Pasqua, 21 aprile alle ore 17, Sara Cunial ha ricevuto una stringata lettera con cui le veniva comunicata da Francesco D’Uva, capogruppo pentastellato alla Camera, l’espulsione dal Movimento 5 Stelle. Oggi, giorno di Pasquetta, è stata la stessa Sara Cunial a pubblicare la missiva sui social network. Amaro il suo commento dalla sua pagina Facebook.

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Sara Cunial, la lettera di espulsione dal Movimento 5 Stelle

«Sono stata espulsa il 17 – ha scritto questa mattina su Facebook -. Nessun parlamentare o capo politico mi ha chiesto di entrare a far parte di una forza politica esistente. Tantissimo affetto e stima dai cittadini di cui sono stata chiamata ad essere portavoce.  In fondo ho solo parlato di mafia in parlamento. Sono serena. Oggi è giorno di festa. Per Tutti. Un Abbraccio».

La motivazione che ha portato all’espulsione di Sara Cunial

Nel testo della lettera si mette in evidenza la volontà del capo politico Luigi Di Maio di portare avanti l’espulsione di Sara Cunial dal gruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera. In poche righe, si esaurisce una carriera di militanza ad alta tensione all’interno dei pentastellati: «Gentile Deputata, con la presente e su indicazione del capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, intendo comunicare la sua espulsione dal Gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle a decorrere dalla data odierna. Distinti saluti». La firma in calce alla missiva, come detto, è quella del capogruppo Francesco D’Uva.

Stando alle ultime dichiarazioni di Sara Cunial, la deputata dovrebbe iscriversi ora nel gruppo misto della Camera dei Deputati. La goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha determinato l’espulsione della Cunial è stato l’intervento in aula in cui ha accusato il suo gruppo di voler fare «uno scempio a favore della agromafie». Si tratta dell’ennesimo atto di conflitto con il Movimento 5 Stelle, dopo i ripetuti messaggi sui social network contro le vaccinazioni obbligatorie. L’avventura della deputata veneta, insomma, finisce qui.