Sanremo 2016: Elio e le Storie Tese – Vincere l’Odio. Testo della canzone

di Redazione | 21/01/2016

elio e le storie tese vincere l'odio

Elio e le Storie Tese, testo, video e accordi di Vincere l’Odio, brano presentato al festival di Sanremo 2016

Elio e le Storie Tese, anche conosciuti come EelST o Elii, sono un gruppo musicale fondato a Milano nel 1979 da Stefano Belisari, in arte Elio. Giunti alla terza partecipazione al Festival, quest’anno presenteranno a Sanremo il brano “Vincere l’Odio”. Il debutto all’Ariston avvenne nel ’96 con “La Terra dei Cachi” quando Elio e soci arrivarono secondi, alle spalle di Ron e Tosca (Vorrei incontrarti tra cent’anni). Il secondo tentativo fu nel 2013 quando la band lombarda si presentò all’Ariston con due brani: “Dannati Forever” e “La Canzone Mononota” che gli garantì il Premio Lunezia per il miglior testo a pari merito con Malika Ayane. Sia nel 1996 che nel 2013 le esibizioni furono caratterizzate da travestimenti diversi. Anche quest’anno possiamo aspettarci faville con Vincere l’Odio a Sanremo 2016.

ELIO E LE STORIE TESE Vincere l’odio

di S. Belisari – S. Conforti – D. L. Civaschi – N. Fasani
Ed. Hukapan – Milano

Se mi guardi con quel sguardo dentro agli occhi
Io ti sfido a innamorarmi di te
Ma due occhi per sguardarsi sono pochi
Per amarci ce ne vuole almeno tre
Ce ne vogliono tre
Femminiello che vivi a Napoli
Coi problemi presenti a Napoli
Femminiello di una metropoli sul mare chiaro
Femminiello ma quanti ostacoli
Nel tuo cuore disperso a Napoli
Per fortuna che poi c’è il Napoli
Al San Paolo di Napoli
San Paolo, San Paolo, convertitoti nei pressi di Damasco
San Paolo, San Paolo, quante lettere scrivevi tu
San Paolo, San Paolo, ebreo ellenizzato di Tarso
San Paolo, San Paolo, per fortuna che il Signore ti è apparso
Perché tu perseguitavi i cristiani
E giustamente lui ti ha detto stop stop stop
Sto partendo con il treno per andare a Kathmandu
Dove ti sei trasferita per fondare una tv
Che trasmette televendite di vini calabresi
Che in Nepal vanno forte ma li fanno a Kathmandu
Quanto è bella la Calabria, quanto che sei bella tu
Tubero che mediti tranquillo sotto terra
Finché c’è una mano nerboruta che ti afferra
Tu dici «No no no », poi dici «Forse forse forse»
Poi ti lasci prendere
E ti abbandoni a questo mio pelapatate
Accompagnato dal tuo amico topinambur
Topinamburbera, sedicente burbera
Chi l’avrebbe detto, nascondevi un cuore d’oro
Sotto a quei 90 chili di burbera
Non cambiare mai burbera
Energumena, accarezzami lo stesso
Cantando questa canzone brutta
Brutta da cantare se vuoi
Sarà pure brutta però a me mi piace
Canzone brutta
Sarà capitato anche a voi
Di avere una canzone in testa
Brutta
Brutta.
E il messaggio che noi qui vogliam comunicar con questi ritornelli è:
Vincere l’odio.

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Photocredit copertina Daniele Venturelli/Getty Images