Il senegalese Samba Diagne che ha fermato l’uomo che ha gridato ‘Allah Akbar’ a Milano

19/09/2019 di Redazione

Nella giornata di martedì, nei pressi della stazione Centrale di Milano, si sono vissuti attimi di paura a causa di Mohamad Fathe, il 23enne yemenita che ha accoltellato un militare – il caporalmaggiore Matteo Toia – con un paio di forbici, dopo aver urlato Allah Akbar. A rendere più agevole l’arresto di quest’uomo ci ha pensato Samba Diagne, un addetto alla sicurezza senegalese che non ha esitato a gettarsi addosso all’assalitore, immobilizzandolo e disarmandolo.

La storia di Samba Digne che ha aiutato l’esercito italiano a Milano

Oggi Samba Diagne ha rilasciato diverse dichiarazioni ai giornalisti che si sono interessati alla sua storia. «Ho visto che su un lato della piazza c’erano biciclette appoggiate a una rastrelliera – ha detto -. Una aveva la catena che serve a parcheggiare le biciclette rotta. Allora ho preso la catena e sono corso verso quell’uomo con l’obiettivo di bloccarlo. L’ho fatto tante volte nei negozi: il mio lavoro è quello di immobilizzare eventuali ladri che entrano all’interno».

Il gesto di Samba Digne

Samba Diagne è arrivato a Milano da Niagane circa trent’anni fa. Ha fatto tanti lavori e ha messo su famiglia: i suoi cinque figli sono nati e cresciuti in Italia: «I miei amici hanno già diffuso la notizia su Facebook – ha detto -. Io voglio che i miei figli siano orgogliosi del loro papà. Sono contento di aver dato il mio contributo a quanto accaduto e di aver aiutato i militari in difficoltà».

L’episodio di martedì può essere catalogato come un caso di terrorismo. L’uomo – che ora è stato arrestato – era stato respinto dalla Francia ed era irregolare in Italia.

FOTO: ANSA/PAOLO SALMOIRAGO

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