«Vaccino i miei figli, ma sono contro l’obbligo». La frase di Salvini ha senso?

11/01/2018 di Redazione

Matteo Salvini lo ha ripetuto più volte, anche in passato: «Ho vaccinato i miei figli, ma sono contro l’obbligatorietà. Per questo, se andremo al governo, aboliremo la legge Lorenzin». Al di là dell’ultima parte, che sa un po’ di slogan elettorale, la posizione del leader della Lega ricalca in parte quello che sostiene l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

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SALVINI VACCINI, GUARDA IL VIDEO IN CUI IL LEADER DELLA LEGA ILLUSTRA LA SUA POSIZIONE

Pazienza, poi, se questa sua presa di posizione ha contribuito ad acuire alcune differenze presenti in quella coalizione di centro-destra che, nelle foto e sulle copertine dei giornali, sembra più unita che mai. Ma che, nei contenuti, risulta essere piuttosto distante. La proposta di abolizione della legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale è stata infatti pesantemente contrastata da una delle voci più autorevoli in Forza Italia. Il capogruppo Paolo Romani, infatti, ha manifestato il suo dissenso rispetto alle parole del segretario della Lega: «Su alcune patologie – ha detto l’esponente forzista – la popolazione italiana è ancora molto lontana dalla soglia dell’Oms. È anche per questo che abbiamo deciso di essere d’accordo con l’obbligatorietà che va nella direzione della tutela della salute dei nostri figli rispettando la possibilità che le famiglie siano sempre informate».

SALVINI VACCINI, LA POSIZIONE DELL’OMS

Romani chiama in causa l’Oms che, tuttavia, sui vaccini ha esposto una linea che sembra vicina al pensiero di Matteo Salvini. Nel 2014 l’agenzia dell’ONU ha riunito un gruppo di esperti per studiare il fenomeno della «diffidenza vaccinale», presente un po’ in tutto il mondo. Il risultato è stato quello di elencare delle linee guida sulle misure che possono rendere più efficace la copertura vaccinale: la comunicazione, il miglioramento dell’accesso dei vaccini e, come extrema ratio, l’obbligatorietà. Che, quindi, è solo una delle opzioni – insieme alle sanzioni ai non vaccinati – e non l’unica opzione possibile.

Secondo l’Oms, infatti, le leggi che prevedono l’obbligo delle vaccinazioni «possono essere viste come coercitive e invadenti e possono limitare la fiducia», e quindi «scatenare conseguenze negative non volute» che potrebbero «superare i benefici potenziali come l’incremento della copertura vaccinale».

L’uscita di Salvini non è da considerare quindi contro i vaccini, come si è sentito dire da più parti, bensì contro lo strumento dell’obbligatorietà. I suoi alleati del centrodestra, però, la pensano all’esatto opposto. Sintomo evidente di una coalizione inconciliabile che non resisterebbe un solo giorno dopo le elezioni politiche del 4 marzo 2018.

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