Salvini rivendica l’uso esclusivo dei simboli religiosi

Enzo Boldi 13 Dic 2019
article-post

Due tweet nel giro di poche ore. Nel primo si criticano le persone che, manifestando contro di lui, hanno invocato alcuni passi del Vangelo per ricordare a tutti come la religione cattolica si fondi sui principi dell’accoglienza; nel secondo, invece, si difende il presepe e si bacia il crocifisso in favore di telecamera. Due post, pubblicati nella giornata di giovedì 12 dicembre, che confermano la tendenza di Matteo Salvini a rivendicare l’utilizzo esclusivo di simboli religiosi. Oltretutto per scopi propagandistici.

LEGGI ANCHE > Salvini dice che ha preso i voli di Stato per inaugurare caserme e non per andare in vacanza

Alle ore 17.31, il leader della Lega ha pubblicato sul proprio profilo Twitter un video della manifestazione contro di lui in Calabria. «I “Kompagni” a Vibo Valentia – ha scritto Matteo Salvini (o chi cura la sua comunicazione sui social, con toni sempre più aggressivi) – invocano il Vangelo per giustificare l’apertura dei porti… mi fate schifo! Il 26 gennaio, nonostante le minacce e gli insulti della sinistra, vinceremo per i calabresi».

Salvini e l’esclusività dei simboli religiosi

Insomma, invocare il Vangelo per ricordare come uno dei fondamenti della religione cattolica sia l’accoglienza, «fa schifo» al leader della Lega. Poi quell’utilizzo di simboli religiosi – non per fare propaganda in questo caso – a lui è sempre stato sconosciuto e inviso, no? Ironia a parte, venti minuti dopo (20 minuti dopo!) è lo stesso leader della Lega a fare la stessa (ennesima) ostentazione.

Il bacio al crocifisso in favore di telecamera

In favore di telecamera, infatti, Matteo Salvini ha posato davanti a un presepe. Poi, brandendo un crocifisso, chiede di mettersi in posa per la fotografia mentre è intento a baciarlo. Coerenza, questa sconosciuta.

(foto di copertina: da profilo Twitter di Matteo Salvini)