Di Maio: «Servirebbe un vertice di governo, ma Salvini fa l’offeso e non vuole farlo»

di Enzo Boldi | 14/05/2019

Salvini offeso, Luigi Di Maio
  • Matteo Salvini offeso per il trattamento del Movimento 5 Stelle sul caso Siri

  • Lo spiega Luigi Di Maio nel corso di una conferenza stampa

  • Per questo motivo, dice il leader pentastellato, la Lega non vuole nessun vertice. Neanche sull'Autonomia

Il Movimento 5 Stelle accusa di immaturità adolescenziale la Lega. È questa la sintesi delle parole di Luigi Di Maio che, nel corso della presentazione della proposta di legge M5S sui criteri di nomina dei dirigenti delle Asl, ha parlato di un Matteo Salvini offeso per il caso Siri. Un sentimento che, secondo quanto dichiarato dal leader pentastellato, ha portato il governo a una fase di stallo, con il Carroccio che si rifiuta di organizzare e partecipare ai vertici della maggioranza. Anche per parlare della tanto cara e voluta Autonomia.

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«Sull’autonomia ero pronto un mese fa – ha spiegato Luigi Di Maio riferendosi agli alleati della maggioranza -. Sto chiedendo da un mese un vertice di governo, ma dopo la richiesta di dimissioni di Armando Siri il capo della Lega l’ha presa sul personale. Loro sono offesi per il caso Siri? Io rispondo che lo rifarei altre cento volte». Altro che pace nella maggioranza, dunque. La fase di stallo, sempre più evidente con il pensiero unico di entrambi i partiti che sembra esser rivolto solamente alle prossime elezioni europee, provoca altra tensione.

Salvini offeso per il trattamento di Di Maio sul caso Siri

Un atteggiamento che, per quel che dice Luigi Di Maio, ha portato anche a uno stop su uno dei temi cari alla Lega: quell’Autonomia che è stato uno dei cavalli di battaglia elettorali del leader del Carroccio. Il Movimento 5 Stelle, dunque, sfrutta l’assist del Matteo Salvini offeso per le polemiche sul caso Siri per cercare di attribuire all’alleato di governo il blocco totale delle attività su norme e provvedimenti che, fino a qualche mese fa, sembravano in procinto di essere approvato. O, almeno, di essere discusse in Consiglio dei ministri o nei vertici istituzionali.

Il M5S rinfrancato dal risultato in Sicilia

E se da una parte c’è un Salvini offeso, dall’altra c’è un Di Maio rinfrancato dal risultato elettorale in Sicilia, dove il Movimento 5 Stelle si è imposto a Caltanissetta e Castelvetrano. Nuova linfa per i pentastellati dopo le ultime delusioni. Il prossimo obiettivo è superare quei 20 punti percentuali alle Europee del prossimo 26 maggio, nel tentativo di tenere a bada la Lega in un governo che, nel giro di pochi mesi, si è rivoltato in favore del colore verde.

(foto di copertina: ANSA/ANGELO CARCONI)