Salvini non si arrende: “Ultimo segato per colpa mia”

di Daniele Tempera | 11/02/2019

anm salvini
  • Salvini torna su Sanremo e attacca ancora la giuria del Festival

  • Il ministro dell'Interno dice di aver telefonato a Mahmood, ma che le sue preferenze hanno intaccato l'esito del Festival

  • E lancia un messaggio velato ai vertici di Viale Mazzini

Continua la polemica  a distanza tra il ministro dell’Interno e la giuria di Sanremo. Nonostante l’esito delle elezioni in Abruzzo, le probabili tensioni all’interno del Governo, lo scontro con Bankitalia, Matteo Salvini torna ancora una volta sul vincitore del Festival attaccando implicitamente la giuria e l’organizzazione che ha di fatto consegnato l’Ariston al rappper italo-egiziano Mahmood. Una vittoria che non è andata decisamente giù al ministro che non aveva nascosto da subito il suo tifo per il cantautore romano “Ultimo” e il suo disappunto per una vittoria, a suo modo di vedere, assai impopolare.

«Faccio gli auguri ad Alessandro (Mahmood, ndr.) e faccio doppi auguri a Ultimo, vittima inconsapevole perche’ io ho sbagliato a dire che mi piaceva la sua canzone. Se dico che mi piace ‘tizio’ viene segato a prescindere” ha dichiarato prontamente il ministro. Salvini avrebbe anche telefonato a Mahmood non prima di lanciare l’ennesima stoccata contro i “salotti radical chic».

«Io sono contentissimo per Mahmood, gli ho mandato un messaggino e gli ho fatto anche un’intervista in cui gli auguro le cose migliori. E’ un mio concittadino e un mio connazionale. La canzone non mi piaceva ma sono gusti. Il ministro dell’Interno potra’ avere anche dei gusti musicali. Ma sono rimasto colpito da questa distanza abissale registratasi tra il giudizio, il gusto popolare e il giudizio di qualche radical chic che si e’ fatto qualche settimane a Saremo. Non parlo della giuria dei giornalisti. Senza fare nomi dico: Beppe Severgnini, Serena Dandini, Ferzan Ozpetek, Joe Bastianich. Potevo mettere anche mio cugino, piu’ o meno poteva avere la stessa attendibilita’ di chi potrebbe andare a Venezia per il Leone D’Oro o a Masterchef ma non a giudicare la canzone italiana».

E il ministro che non rinuncia a lanciare una stoccata ai vertici Rai, evidentemente non perfettamente allineati con il Governo: «Io da telespettatore, quando sona a casa con i bimbi e magari ‘scanalo’, vedo che in Rai siamo rimasti ai tempi di Renzi ma evidentemente gli italiano ragionano ancora con la loro testa». Un messaggio nemmeno troppo in codice che da Sanremo conduce direttamente a Viale Mazzini.