Salvini dice di aver «staccato la spina al governo per un eccesso di buona fede»

di Enzo Boldi | 10/09/2019

Salvini
  • Il senatore della Lega è stato intervistato da Bruno Vespa nel salotto di Porta a Porta

  • Matteo Salvini dice di aver peccato di buona fede nell'aprire la crisi

  • Poi rilancia l'idea dell'elezione diretta del Presidente della Repubblica

Sconfitto per un’autorete. Nonostante gli annunci di piazza e gli stracci volati a Palazzo Madama contro Giuseppe Conte e la nuova maggioranza parlamentare, Matteo Salvini è consapevole che buona parte della responsabilità dietro la formazione del governo tra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguale, sia stata la sua. E una parziale confessione è arrivata nel corso della sua intervista a Porta Porta, nel classico salotto guidato da Bruno Vespa su Rai1 che questa sera riapre i battenti ospitando proprio il segretario del Carroccio dopo la giornata che ha dato ufficialmente il via al governo giallorosso.

«Ho peccato di buona fede. Conte aveva sempre detto ‘non vado al governo con una maggioranza diversa da quella di M5S-Lega’, e che si sarebbe andati al voto – ha detto Matteo Salvini rispondendo alle domande di Bruno Vespa -. Ma il profumo di poltrone, evidentemente, è molto più appetitoso per alcuni». In sintesi: il leader del Carroccio sa bene che senza quella levata di scudi dello scorso 7 agosto, la situazione attuale non si sarebbe mai presentata. Una scelta che, per il momento, sta pagare a caro prezzo.

Matteo Salvini e la buona fede dietro la crisi

Ma il governo gialloverde, i rapporti tesi con il Movimento 5 Stelle e le diatribe interne all’ex maggioranza, rappresentano il passato. Matteo Salvini, infatti, ha in mente già una proposta che potrebbe rivoluzionare le istituzioni italiane: «Penso a una riforma presidenzialista con l’elezione diretta del presidente della Repubblica – ha proseguito il senatore e segretario della Lega -. Quindi chi prende un voto in più governa. È una proposta, poi decidono i cittadini».

La proposta alla Berlusconi

Una novità che sembra ereditata da una vecchia idea di berlusconiana memoria. Un tema che difficilmente sarà affrontato nel corso di questa legislatura con questa nuova maggioranza, ma che potrebbe essere riproposta in futuro.

(foto di copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI)