Con la Lega Rousseau chiedeva solo di approvare il «contratto del cambiamento», senza citare Salvini

di Gianmichele Laino | 02/09/2019

Rousseau
  • 15 mesi fa sulla piattaforma Rousseau si votò un'altra alleanza del M5S

  • Quando si mise in discussione il governo con la Lega non venne citato né il partito, né Salvini

  • Con il Pd, invece, la piattaforma è stata insolitamente rigorosa

Due pesi e due misure sulla piattaforma Rousseau. La domanda con cui il Movimento 5 Stelle presenterà ai propri elettori l’alleanza di governo con il Partito Democratico è insolitamente chiara e dettagliata. Chiede, infatti, la piattaforma: «Sei d’accordo che il MoVimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?».

Rousseau, il quesito diverso per l’alleanza con la Lega

Gli elementi ci sono tutti, con il riferimento al Partito Democratico agitato come una sorta di spauracchio nei confronti di quegli iscritti da sempre allergici a qualsiasi dialogo con i dem. Si parla anche di Giuseppe Conte presidente del Consiglio, l’unica concessione che è stata ottenuta dall’ala governista, dal momento che la popolarità dell’avvocato è molto alta nell’elettorato pentastellato.

Strano, perché quindici mesi fa, all’alba dell’esperienza di governo con la Lega, il quesito posto su Rousseau era stato molto meno chiaro. «Approvi il contratto del governo del cambiamento?». Nessun riferimento alla Lega, né all’alleanza con Matteo Salvini. Insomma, chi ha votato in quella circostanza, non si è fatto prendere dallo scrupolo del legame innaturale con una forza di politica per certi versi molto più lontana rispetto a quanto non lo sia, almeno nei contenuti, il Partito Democratico.

Due pesi e due misure su Rousseau

È evidente che questo doppiopesismo sia stato abilmente calcolato dai responsabili della piattaforma Rousseau che hanno sempre considerato il voto degli iscritti come ultimo baluardo per evitare un’alleanza che, evidentemente, nei piani alti della Casaleggio Associati non si vuole fare. Contrariamente a quanto indicato dal fondatore del Movimento, quel Beppe Grillo che soltanto due giorni fa si dichiarava esausto dopo l’ennesimo appello a Luigi Di Maio (implicito) e ai giovani del Partito Democratico (esplicito) affinché questo nuovo governo possa prendere il via.