Per Rolling Stone la donna si celebra con l’erezione

di Enzo Boldi | 08/03/2019

Rolling Stone
  • Su Rolling Stone un articolo per l'8 marzo che dipinge la donna un oggetto sessuale

  • La firma è di Enrico Dal Buono che fa finta di chiedere scusa, ma riduce l'amore dell'uomo al solo sesso

  • Una serie di amenità nella Giornata internazionale delle donne

Se voleva ottenere visualizzazioni ci è riuscito, se voleva dimostrare l’efficacia del motto di Oscar Wilde – «Non importa che se ne parli bene o male. L’importante è che se ne parli» -, se voleva creare indignazione nei lettori ci è riuscito. Se voleva celebrare le donne, nella giornata internazionale a loro dedicata, ha fallito. Enrico Dal Buono è stato protagonista di un articolo sull’8 marzo che, eufemisticamente, possiamo definire provocatorio su Rolling Stone. E già dal titolo si capisce dove si vuole andare a parare: «Siamo tutti dei morti di figa, il nostro omaggio più grande per l’8 marzo».

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Quello che può sembrare a una prima lettura un j’accuse, in realtà, si rivela un vero e proprio articolo sessista che vede le donne come un oggetto sessuale e per questo merita l’attenzione degli uomini. Il tutto in prima pagina, da questa mattina, sulla rivista Rolling Stone. Se si voleva avere una voce fuori dal coro l’intento è certamente riuscito, ma le amenità che vengono scritte nel pezzo a firma Enrico Dal Buono non possono rimanere lì a indicare una visione maschilista del mondo. Anzi, una visione fallocentrica delle relazioni umane.

L’8 marzo visto da Rolling Stone che racconta la donna come un oggetto sessuale

«Noi maschi da qualche tempo ci stiamo camuffando da qualcosa che non siamo, da gelatinosi eunuchi capaci soltanto di pensieri gentili e asessuati – si legge nel commento su Rolling Stone -. È una gigantesca presa in giro a voi donne, credetemi, una chiara dimostrazione del principio d’indeterminazione di Heinsenberg: l’osservatore, per il fatto stesso di osservare, modifica la realtà che sta osservando. E quando voi li guardate gli uomini si fingono neutroni. Con i sorrisini per bene e i cioccolatini disinteressati e i ditini tesi e rimbrottanti alla prima parola fuori posto e un appetito sessuale incanalato sui sani binari dell’accettabilità borghese post moderna. La verità è che vi amiamo al di là di ogni ragionevolezza. Siamo tutti dei morti di figa. Tutti. C’è una sola categoria di maschi che non sono morti di figa: i maschi che sono appena venuti».

La pietra rotolante di Epoca Barocca

Come se la donna fosse solo un oggetto per il proprio sfogo sessuale. Come se la donna non meritasse alcun altro tipo di rapporto umano se non quello di svuota-testicoli del genere maschile. Il pezzo su Rolling Stone rotola via su questi cliché maschilisti che neanche in epoca Barocca si potevano leggere in letteratura. E si rincara anche la dose, come se fosse tutto normale: «Perdonate i milioni di commenti che dichiarano amore puro per la vostra anima sotto le vostre foto scollate: in fondo non mentiamo, in quel momento le vostre due mammelle sono per noi la cosa più importante del multiverso. Perdonate i fischi dei muratori e gli scontrini con il numero di telefono dei baristi e le mani morte di quelli che vi avevano sempre assicurato ‘che bello essere tuo amico’. E ora chiamateci porci, bestie, maschilisti, barbari, incivili, quel che volete, tanto non cambia nulla, noi vi ameremo per sempre cazzamente».

(foto di copertina da Homepage del sito della rivista Rolling Stone)