Dal concorso docenti a quello del Mibac, tutti i posti di lavoro a rischio con la crisi di governo

di Redazione | 16/08/2019

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  • La crisi di governo comporta rischi anche per i posti di lavoro

  • I settori più colpiti sono quelli dell'istruzione e della cultura

Fino a questo momento, abbiamo parlato dei rischi per la tenuta istituzionale del Paese con una eventuale crisi di governo che dovesse portare a nuove elezioni. Tuttavia, non si tratterebbe dell’unico effetto collaterale: ci sarebbero decine di migliaia di posti di lavoro a rischio, con i concorsi per i vari ministeri annunciati nei giorni scorsi che sarebbero a rischio.

Rischi crisi governo: salta il concorso della scuola?

Si pensi al concorso per i docenti della scuola. L’8 agosto scorso era stato approvato, salvo intese, il decreto del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che avrebbe portato alla realizzazione di un bando di concorso sui PAS (Percorsi Abilitanti Speciali) e alla realizzazione di un bando di concorso per i laureati che vogliono intraprendere la carriera dell’insegnamento. Nel primo caso, si parlava di almeno 55mila assunzioni, nel secondo caso di 24mila. Complessivamente, si tratta di circa 80mila posti di lavoro che, allo stato attuale delle cose, con una crisi di governo e un eventuale ritorno alle urne non sarebbero più coperti. O, almeno, non sarebbero coperti a breve.

L’iter, infatti, subirebbe una brusca frenata con una sfiducia al governo Conte: i concorsi ci sarebbero dovuti essere entro il 2019. Ma le premesse di questa crisi portano a pensare che saranno rinviati a data da destinarsi. Quando cioè ci sarà un altro esecutivo sensibile alla tematica.

Rischi crisi governo: dubbi anche sui concorsi Mibac

Ma quello nella scuola non è l’unico concorso pubblico a rischio. Oggi, per bocca dello stesso ministro della Cultura Alberto Bonisoli, è arrivato l’altolà anche per quanto riguarda il concorso per le assunzioni al Mibac. Complessivamente, erano previste altri 4000 posti di lavoro da mettere a bando, sia nell’ottobre 2019, sia nel dicembre. Anche in questo caso, una crisi di governo di rapida soluzione, con l’orizzonte di elezioni nel prossimo autunno, farebbe saltare tutta la macchina organizzativa che si è avviata in quest’ultimo periodo.

Il mondo della cultura sembra essere quello più colpito, dunque, da questa scelta del ministro dell’Interno Matteo Salvini di aprire una crisi a Ferragosto. Con tutte le conseguenze anche sui posti di lavoro.

FOTO: ANSA/SANDRO PEROZZI