Lo strano caso di Lega e FdI che si astengono dal voto alla Camera sulla ripresa delle messe

di Enzo Boldi | 07/05/2020

Ripresa delle messe

Forse i deputati di Lega e Fratelli d’Italia avevano scambiato le ‘messe’ per il ‘Mes’. Usiamo un po’ di ironia per parlare di quanto accaduto ieri alla Camera dei deputati dove – prima dell’accordo sancito oggi tra il governo e la Cei per la ripresa delle messe dal 18 maggio – si sono votati tre emendamenti che si incamminavano proprio in questa direzione. Sta di fatto che Lega e Fratelli d’Italia si sono astenuti dal voto finale. Il motivo? Era stata rigettato un emendamento presentato da FdI che voleva far riaprire subito tutte le celebrazioni religiose alla presenza dei fedeli.

LEGGI ANCHE > Il via libera di Palazzo Chigi alla celebrazione delle messe a partire dal 18 maggio

Insomma, l’astensione dei 134 deputati alla Camera non è perché – come si sta scrivendo sui social – Fratelli d’Italia e Lega volessero sempre e solo esprimere il loro dissenso verso il governo. Tante persone, infatti, hanno messo in evidenza quella che, di primo acchito, sembra essere una colossale incongruenza: come è possibile che i due partiti che hanno insistito fin dal 26 aprile per la ripresa delle messe alla presenza dei fedeli, ora votino contro questa ipotesi?

Ripresa delle messe, il voto contrario di Lega e FdI

In realtà, la risposta a questa domanda non si può trovare analizzando solamente la tabella del voto finale che parla di 331 voti a favore, 2 contrari e 134 astenuti. Occorre, infatti, ascoltare tutto il dibattimento che ieri mattina è avvenuto a Montecitorio. Il Centrodestra, infatti, aveva proposto un emendamento di Fratelli d’Italia che voleva la riapertura immediata di tutte le celebrazioni religiose con la presenza dei fedeli. Richiesta respinta. Allora si è passati a votare i tre emendamenti presentati da Ceccanti (Partito Democratico), Occhiuto-Gelmini (Forza Italia) e De Filippo (Italia Viva) che erano stati valutati positivamente dal governo.

L’accordo governo Cei

Il problema, secondo Fratelli d’Italia che si è astenuta dal voto, è che in quei documenti non era stata indicata una data certa per la ripresa delle messe alla presenza dei fedeli. Ora, per, a 24 ore di distanza, sappiamo che Cei e governo hanno trovato un accordo che consentirà un parziale ritorno alla normalità da lunedì 18 maggio.

(foto di copertina: da canale Youtube della Camera dei deputati)