Richard Gere a Lampedusa per sostenere Open Arms

di Enzo Boldi | 09/08/2019

Richard Gere
  • È arrivato a Lampedusa anche Richard Gere

  • Il sostegno dell'attore statunitense a Open Arms. Sull'isola anche Chef Rubio

  • La nave della Ong spagnola, con 121 persone a bordo, è in attesa di un porto da otto giorni

Da otto giorni la nave di Open Arms è bloccata in mare con a bordo i 121 migranti soccorsi nel Mediterraneo. Sia l’Italia (come prevedibile, vedi Decreto Sicurezza Bis) che Malta hanno negato l’approdo e un porto sicuro all’imbarcazione della Ong spagnola. Dopo oltre una settimana, con il caldo asfissiante che sta colpendo tutta l’Europa Meridionale, anche alcune personalità del mondo dello spettacolo, del cinema e della televisione hanno deciso di scendere in campo a favore dei diritti umani di quelle persone. Tra di loro anche Richard Gere.

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«Il sentimento che prevale è la vergogna – ha scritto su Facebook la Ong Open Arms -. Vergogna per un’Europa che lascia 121 persone in mezzo al mare per otto giorni mentre un gruppo di volontari coraggiosi fa di tutto per rendere la vita a bordo tollerabile. La vera Europa sono loro, siamo noi». L’Unione Europea, infatti, dopo le promesse di maggior aiuto e interesse per i migranti (poche ore dopo la formazione del nuovo Parlamento e l’insediamento della nuova Commissione), sembra fare orecchie da mercante. Un silenzio assordante che ha spinto anche personalità come Richard Gere a raggiungere Lampedusa dove si terrà una conferenza stampa nel pomeriggio.

Richard Gere in campo al fianco di Open Arms

«Riteniamo inaccettabile che la vita di uomini, donne e bambini continui a essere ignorata e che i diritti sanciti dalle Convezioni Internazionali continuino ad essere sistematicamente violati – si legge ancora in una nota diffusa dalla Ong spagnola -. Parleremo di questo insieme a un amico e attivista per i diritti umani, che da anni si batte per dare voce ai più vulnerabili in ogni angolo della terra, Richard Gere, che ci ha raggiunti a Lampedusa per dare il suo sostegno al nostro equipaggio e a tutte le persone a bordo».

A Lampedusa anche Chef Rubio

A sostenere la battaglia per i diritti di quei 121 esseri umani a bordo della nave dii Open Arms ci sarà anche Chef Rubio che ha raggiunto l’isola per ribadire – come fa spesso sui social nei suoi appelli affinché il mondo recuperi un’umanità che si è nascosta dietro l’egoismo – come l’Italia, l’Europa (intesa come istituzione) e gli altri Paesi debbano dare una mano e non voltare le spalle, come invece è accaduto già in passato e sta accadendo anche oggi.

(foto di copertina: Henning Kaiser/dpa)