Libero quotidiano e le scuole paragonate al carcere (e al 41-bis)

Secondo Azzurra Barbuto, le regole per i ragazzi sono troppo stringenti

15/09/2020 di Enzo Boldi

Riapertura scuole

Come al 41 bis. Questo è il paragone che appare oggi in prima pagina su Libero. Le scuole, secondo la giornalista Azzurra Barbuto, hanno perso la ‘sacralità’ del luogo trasformandosi in carceri (di massima sicurezza, facendo riferimento al trattamento legislativo citato fin dal titolo) per gli studenti. Secondo il quotidiano di Pietro Senaldi, dunque, tutte quelle regole e protocolli concordati dal Comitato Tecnico-Scientifico, sottoscritti dai Ministeri di Salute e Istruzione e dalle Regione, sono esagerate per la riapertura scuole.

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«Nell’ansia di rendere le scuole luoghi battericamente puri e le classi sale operatorie dotate di strumenti sterili, abbiamo imposto ai nostri fanciulli troppe regole e molte di queste risultano esagerate, folli e nonché inutili – scrive Azzurra Barbuto su Libero quotidiano -. Gli istituti assomigliano sempre di più a carceri di massima sicurezza e i discenti a condannati al 41bis». Il riferimento è a tutte le disposizioni che sono entrate in vigore con la riapertura scuole.

Riapertura scuole, secondo Libero gli studenti sono al 41 bis

Secondo la giornalista di Libero, dunque, queste norme pongono gli studenti in una posizione non solo di ‘carcerati’, ma addirittura di 41 bis. Le regole applicate da alcune scuole (le linee guida approvate, infatti, danno spazio a provvedimenti più stringenti in base al parere di ogni singolo dirigente scolastico) prevedono un grande cambiamento rispetto alla scuola che siamo sempre stati abituati a vedere e frequentare.

Le regole negli istituti

Il distanziamento, la mascherina indossata dai professori e i nuovi metodi di studio (sempre più votati al digitale, su tablet, che sui vecchi libri cartacei) vengono visti da Libero come imposizioni esagerate che modificano la natura stessa della scuola. Ma questa, da cento anni a questa parte, è una situazione mai vista prima. Con una pandemia che continua a colpire tutto il mondo. E le regole servono proprio per tentare di evitare l’aumento di contagi.

(foto di copertina: da Pixabay + Prima pagina Libero Quotidiano del 15 settembre 2020)

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