Riace, il Tar smentisce Salvini: annullata l’esclusione dello Sprar

di Redazione | 21/05/2019

Riace

Un altro duro colpo al Viminale nella gestione del caso di Riace. Il Tar della Calabria ha evidenziato come sia stata di fatto una contraddizione ammettere la cittadina al bando dei fondi Sprar (nel mese di dicembre) 2017-2019 e nel mese di gennaio successivo – su indicazione del Ministero dell’Interno – escluderla in seguito alle vicende giudiziarie di Mimmo Lucano.

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Riace, la decisione del Tar della Calabria

Secondo il tribunale amministrativo, il fatto di aver avuto accesso al bando per il 2017-2019 indica come non ci fossero state delle penalità in proposito e che, pertanto, non avesse senso escludere una comunità intera dall’accesso a quei fondi. Al massimo – scrivono i giudici amministrativi – non si sarebbe dovuto rinnovare il bando alla scandenza del periodo sopra indicato.

Il ricorso contro la decisione del Viminale di escludere Riace dai fondi Sprar era partita dal vicesindaco della cittadina calabrese, Giuseppe Gervasi. Inoltre, il Tar ha rilevato anche una contraddizione nella decisione di rinnovare la convenzione con Riace: se infatti la gestione, in virtù delle innovative pratiche messe in atto dall’amministrazione, era ritenuta confusionaria, il sistema di finanziamento non sarebbe dovuto essere attuato per il triennio successivo. Invece, la decisione di continuare con il modello Riace nonostante le perplessità dello Stato avrebbe potuto contenere gli estremi di un danno erariale.

Perché il Tar ha smentito il Viminale

Due motivi del ricorso presentato, dunque, risultano fondati. Il Tar scrive: «La decurtazione del punteggio è avvenuta senza il rispetto delle forme e condizioni stabilite in ordine alla previa diffida, e la conseguenziale revoca dei contributi è stata disposta sulla base di rilievi concernenti essenzialmente il progetto attuato nel triennio 2014/2016, in palese contraddizione con la circostanza che nel dicembre 2016, in presenza dei medesimi rilievi, lo stesso progetto era stato autorizzato dall’amministrazione alla prosecuzione».

FOTO: ANSA/ETTORE FERRARI

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