Revenge porn, firme consegnate alla Boldrini | VIDEO

di Gianmichele Laino | 14/12/2018

  • Qualche settimana fa è partita una petizione per chiedere una legge sul revenge porn

  • Le associazioni hanno consegnato le firme a Laura Boldrini

  • Ora dovrà partire un percorso parlamentare per dare concretezza a questa iniziativa

Le firme sono tante, il peso è importante. Non sono soltanto i fascicoli con i nomi degli 87mila italiani che hanno condiviso la petizione per una legge sul revenge porn a essere corposi. C’è anche il senso civico nel portare avanti un’istanza ampiamente condivisa. Laura Boldrini ha ricevuto tutto questo da Silvia Semenzin (che ha fatto partire la raccolta firme su Change.org), da I Sentinelli di Milano, Bossy e Insieme in Rete. «È una grande responsabilità» – ha commentato l’ex presidente della Camera.

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Revenge porn, la consegna delle firme della petizione a Laura Boldrini

Gli interventi che si sono alternati a Milano, presso Open in Via Montenero 6, hanno messo in evidenza proprio questa fondamentale esigenza che i giovani e anche i meno giovani stanno avvertendo in un momento particolare della storia della rete. Le varie associazioni hanno cercato di far capire come, a partire da alcuni fatti di cronaca tristemente celebri come quello di Tiziana Cantone, il revenge porn sia diventato sempre più un’arma incontrollata, molto spesso utilizzata in maniera inconsapevole dai «carnefici».

L’obiettivo, ora, sarà quello di portare questa esigenza della società civile in Parlamento. L’iter sarà seguito da Laura Boldrini, unica – al momento – tra deputati e senatori a raccogliere l’invito delle associazioni nel firmare e nel condividere la petizione per una legge contro il revenge porn. Il suo non sarà un compito facile, soprattutto in virtù dell’orientamento dell’attuale maggioranza sulle politiche sociali.

La giornata di oggi è stata una festa, con una sala conferenze gremita. Ma la sensazione è che sia anche un vero e proprio punto di partenza per una battaglia che si annuncia lunga e complessa.