Su Twitter esiste una rete di pedofili che agiscono liberamente e condividono video con minori

05/04/2020 di Enzo Boldi

Potremmo utilizzare un giro di parole come ‘il lato oscuro della rete’, ma questa perifrasi non restituisce la reale gravità di quel che è stato scoperto e denunciato (anche se ancora online). La Rete Italiana antifascista ha segnalato numerosissimi account che condividono video di atti sessuali con minori. Vere e proprie violenze sessuali su bambini e bambine. Il tutto alla mercé dei social. Una vera e propria rete pedofili su Twitter. Perché oltre agli account, il dato preoccupante arriva dal numero di retweet per ogni post.

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«Da ieri mattina abbiamo iniziato a segnalare questa vergogna a Twitter, ma anche alle autorità competenti italiane – ha detto a Giornalettismo Fabio Cavallo, della Rete Italiana Antifascista -. Il social network ha detto di stare analizzando (come da prassi, ndr) i profili segnalati. Ma sono ancora tutti online. Abbiamo sollecitato le autorità italiane, la Polizia e l’Arma dei Carabinieri affinché accelerino l’oscurazione di questi profili».

Rete pedofili su Twitter

Perché Twitter, come tutti i social network, ha una prassi da seguire. In questo caso, però, sembrano evidenti le violazioni e i reati che si stanno commettendo. Chiudere quei profili e oscurarli – prima di denunciare penalmente chi ha condiviso e retwittato quel materiale pedopornografico – per evitare la proliferazione di quei video di pura violenza. Perché non si tratta di quasi maggiorenni. Nella maggior parte dei filmati (che non inseriremo nel pezzo) compaiono bambini di 5/6 anni, obbligati (perché a quell’età non si può parlare di volontarietà) a compiere atti sessuali.

La denuncia della Rete Italiana antifascista

E si parla di rete pedofili su Twitter perché le condivisioni di quei video di violenza pura su minori sono migliaia: tutte persone che, evidentemente, si ritrova sulla rete – in questo caso sui social – per scambiarsi vicendevolmente filmati. Il tutto alla luce del sole. E il problema non è secondario: Twitter, infatti, è accessibile a tutti e non occorre per forza l’iscrizione per visualizzare i contenuti (al netto di quelli che proteggono i propri account). Il fenomeno, che già circoscritto non è, è ancora più grave per questo motivo. «Chiediamo l’intervento immediato delle autorità per porre fine a questo scandalo vergognoso – ha concluso Fabio Cavallo a GTT -. E Twitter prenda provvedimenti senza perdere altro tempo». La Rete Italiana antifascista è da sempre in prima linea nel denunciare tutte queste nefandezze online.

(foto di copertina: da Twitter)

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