Renzi ammette di essere ingrassato quando era Premier: «Mangiavo 4 etti di pasta burro e parmigiano»

di Enzo Boldi | 26/09/2019

Renzi
  • Gli sgarri alla dieta quando era nella solitudine di Palazzo Chigi

  • Matteo Renzi ha parlato dei «quattro etti di pasta burro e parmigiano» nelle serate romane

  • E sul suo nuovo partito: «Non chiamateci Renziani, ma chiamateci Vivaci»

La politica ingrassa e fa ingrassare. La confessione inedita arriva direttamente dalla viva voce di Matteo Renzi che, ospite di Myrta Merlino a L’Aria che Tira (in onda su La7) ha confessato i suoi peccati di gola quando era presidente del Consiglio. Nei momenti di solitudine a Palazzo Chigi, infatti, l’ex segretario del Partito Democratico e futuro fondatore di Italia Viva (che sarà certificata alla prossima Leopolda di metà ottobre) ha spiegato di rifugiarsi nel cibo in quelle sere in cui era costretto a non tornare a casa. Un piatto semplice, ma dall’alto contenuto calorico: pasta burro e parmigiano.

«La sera a palazzo Chigi quando restavo solo a dormire mi facevo tre-quattro etti di pasta con il burro e parmigiano», ha raccontato Matteo Renzi a Myrta Merlino. Sgarri alla dieta che hanno provocato quei chili di troppo che sono stati evidenti durante il suo mandato da presidente del Consiglio. Insomma, c’è chi dimagrisce per lo stress da potere e chi, come l’ex presidente del Consiglio, ingrassa concedendosi piattoni abbondanti di pasta senza pensare all’effetto sulla bilancia.

Renzi e i chili presi per la pasta burro e parmigiano

Poi è tornato a parlare anche dell’attualità e del suo esser diventato – con tutta l’ironia del caso – l’ago della bilancia per le sorti del governo M5S-PD-LeU e ora anche Italia Viva. Matteo Renzi ha rassicurato che non staccherà la spina all’Esecutivo che andrà avanti fino alla naturale scadenza nel 2023, poi ha spiegato anche con quale nome potranno essere chiamati i suoi parlamentari e suoi sostenitori: «Non parlate di Renziani, ma chiamateci Vivaci».

L’inchiesta sulla Fondazione Open

Spazio anche per l’inchiesta sulla Fondazione Open che finanziava la Leopolda. Anche in questo caso Matteo Renzi tira dritto e parla di sentenze arrivate dai social, mentre le indagini sono solamente alla fase embrionale. «La fondazione Open è chiusa da tempo, aveva i bilanci trasparenti. Io aspetto le sentenze della Corte di Cassazione nella certezza di non aver mai fatto nulla di negativo. Non parlerò mai male della magistratura. L’annuncio dell’arresto dei miei genitori ha fatto il giro d’Italia, il fatto che poi l’arresto sia stato annullato da altri magistrati perchè sproporzionato è passato sotto silenzio».

(foto di copertina da L’Aria che Tira, La7)