Reddito di Cittadinanza: ecco come cambierà nel 2020

di Daniele Tempera | 13/01/2020

  • I beneficiari potranno essere chiamati dai comuni a svolgere "Progetti di Pubblica Utilità"

  • Dall'ambiente all'istruzione: ecco dove potrebbero essere impiegati i lavoratori

  • Così l'M5S ha deciso di blindare il suo cavallo di battaglia

Dopo le polemiche, provenienti certo da destra, ma anche in maniera più insolita da sinistra, il cosiddetto reddito di cittadinanza, vero e proprio cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle, cambia natura. Chi lo percepisce potrà infatti, da quest’anno, essere chiamato a svolgere lavori di pubblica utilità, se predisposti dai Comuni di residenza. Tra i compiti che i disoccupati potrebbero essere chiamati a effettuare ci sono, tra gli altri, la manutenzione del verde pubblico, l’assistenza domiciliare agli anziani.

Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 8 gennaio, parla a questo proposito di attività non retribuite “in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni”.  I comuni potranno chiedere agli interessati un impegno che va dalle 8 alle 16 ore settimanali: chi  rifiuta di assolvere i compiti assegnatigli perderà il diritto a percepire il reddito di cittadinanza. Il decreto incoraggia i comuni a coinvolgere enti del Terzo Settore, mentre non sarà ovviamente possibile il coinvolgimento dei privati, dato che i Progetti di Pubblica Utilità (PUC) non rappresentano un rapporto di lavoro. Per la stessa ragione i beneficiari non potranno svolgere attività in sostituzione dei dipendenti dell’ente pubblico predisposto, né svolgere attività che le amministrazioni hanno già assegnato, con gare di appalto, a enti terzi.

Esclusi dall’obbligo di svolgere queste attività ci sono invece: disabili, persone che si trovano in condizioni “non idonee” al lavoro (comprese le donne in gravidanza), persone che svolgono tirocini, che lavorano già più di 2o ore settimanali o che sono impegnati in corsi di formazione. I campi in cui potranno essere invece impiegati questi lavoratori sono i più svariati: si va dalla tutela ambientale all’ambito artistico, da quelle educativo-scolastico, alla tutela dei beni comuni. È presto però forse per dire se queste misure funzioneranno o se verranno usati dalle amministrazioni per risparmiare, scaricando così i costi della gestione dell’amministrazione pubblica su risorse praticamente a costo zero.  L’impressione è che l’operazione sia una mossa per mettere a riparo il Reddito dalle numerose critiche che gli sono state riservate, anche dagli attuali compagni di Governo del Movimento Cinquestelle, cercando di miscelare principi e paradigmaticità. I prossimi mesi ci diranno se questo cocktail darà i frutti sperati.