E se la Raggi viene condannata? La Lega ora sogna la conquista di Roma. C’è già un totonomi

di Redazione | 24/10/2018

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  • Il 10 novembre la sindaca di Roma Virginia Raggi potrebbe essere condannata nel processo Marra

  • Le dimissioni della prima cittadina aprirebbero una nuova sfida elettorale

  • La Lega pensa alla conquista della Capitale e c'è già un totonomi sui possibili candidati

Il 10 novembre arriverà la sentenza del processo Marra che vede la sindaca di Roma Virginia Raggi imputata per falso documentale. Cosa accadrà in caso di condanna della prima cittadina della Capitale? La domanda circola in questi giorni sempre con maggiore frequenza ai piani alti della politica romana e nazionale. Per ovvi motivi. La Raggi, in caso di verdetto negativo, dovrebbe dimettersi. A quel punto partirebbe una nuova sfida elettorale che potrebbe pesare perfino sul governo.

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Raggi condannata? La Lega si prepara alle (eventuali) elezioni 2019 a Roma

Stando a quanto racconta oggi il Corriere della Sera (articolo di Tommaso Labate) la Lega guarda con attenzione a quanto accade a Roma per rafforzare la propria avanzata nei territori del Centro e del Sud. Esclusa ogni tipo di alleanza con i compagni di governo del M5S, il Carroccio vede nella partita del Campidoglio un’occasione per formalizzare la leadership del centrodestra, già ampiamente descritta dai sondaggi (dal 17% ad oltre il 30% di consensi su scala nazionale in 6 o 7 mesi). Subito dopo la condanna della sindaca Raggi, Matteo Salvini  potrebbe imporre a Forza Italia e Fratelli d’Italia un aut-aut, metterli di fronte a un ‘dentro o fuori’: candidatura a sindaco per la Lega in cambio della conferma degli accordi già siglati per le Regionali, con l’Abruzzo al partito di Giorgia Meloni e la Basilicata agli azzurri. «Teniamoci pronti», sarebbe il mantra gettonato tra i leghisti. Inoltre, come spiega ancora il Corriere, il centrodestra potrebbe partire con i favori del pronostico, considerando che una discesa in campo a Roma per il Movimento 5 Stelle di Alessandro Di Battista è ritenuta improbabile.

Il totonomi

Il totonomi è già pronto. Repubblica (articolo di Lorenzo D’Albergo) indica l’ex premier Paolo Gentiloni, l’ex ministro Carlo Calenda e l’ex capogruppo in Campidoglio e ora consigliera regionale Michela Di Biase in pole per il Pd. Nella rosa dei papabili del centrodestra invece ci sarebbero, per Forza Italia, il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani, il deputato e presidente della Federnuoto Paolo Barelli e Stefano Parisi. La carta della Lega al momento ipotizzabile è Barbara Saltamartini. Ma non è escluso nemmeno un nuovo impegno della presidente di Fdi di Giorgia Meloni, già candidata a sindaco nel 2016.

(Foto di copertina da archivio Ansa: il ministro dell’Interno Matteo Salvini e la sindaca di Roma Virginia Raggi, il 25 luglio 2018. Credit immagine: ANSA / FABIO FRUSTACI)