È partita la rivendicazione contro Trump dei ragazzi che vengono «da quel cesso di Paesi»

La frase pronunciata da Donald Trump contro gli immigrati che provengono «da quel cesso di Paesi», riferendosi a El Salvador, Haiti e agli Stati africani, rientra a buon diritto in una delle sue peggiori uscite da quando è presidente degli Stati Uniti. Anzi, probabilmente si tratta di una delle peggiori espressioni mai utilizzate da un uomo che ricopre una prestigiosa carica istituzionale e che dovrebbe rappresentare il «leader del mondo libero» (per utilizzare un’espressione tanto cara ai telefilm americani).
LEGGI ANCHE > Donald Trump prende in giro Kim Jong-Un sul pulsante nucleare più grande e più potente del suo
RAGAZZI DA QUEL CESSO DI PAESI, LA FRASE DI TRUMP
La frase è stata rivolta a quei parlamentari e senatori che gli chiedevano di riconsiderare la decisione di togliere lo status di protezione a migliaia di immigrati provenienti proprio da Haiti, El Salvador e dagli stati africani. «Quel cesso di Paesi» – traduzione letterale di «Shithole countries» – è diventato in poco tempo il marchio di fabbrica di un presidente che mette in fila uno dietro l’altro gaffe e ideali deprecabili.
RAGAZZI DA QUEL CESSO DI PAESI, LA MOBILITAZIONE VIA SOCIAL
Non poteva non partire una rivendicazione via social, visto che quella frase ha fatto il giro del mondo e ha aperto le edizioni dei principali quotidiani internazionali. Una vasta eco che ha trovato il suo giusto (questa volta) sfogo su Facebook e Twitter. Sono in tanti i ragazzi che sui loro profili hanno alzato la loro voce contro Donald Trump. Il messaggio che gli hanno rivolto è in tutto e per tutto simile nella forma a quello ideato dalla ragazza che, su Twitter, ha come nickname «Señorita» e che ha utilizzato un breve curriculum vitae per ricordare allo stesso Trump i valori delle persone che provengono da «quel cesso di Paesi»:
I’m a future Doctor.
I’m a medical student.
I have 3 degrees.
I speak 3 languages.
I‘m published in Psych-Oncology.
I’m a member of Zeta Phi Beta.
I’m from a #ShitHole country! 🇸🇸 pic.twitter.com/NXeQCjhLTH— Señorita (@AF_ROdisiac) 12 gennaio 2018
«Sono una futura dottoressa, sono una studentessa in medicina – si legge nel tweet -, ho tre lauree, parlo tre lingue, ho all’attivo pubblicazioni in Fisica e Oncologia, sono membro di Zeta Phi Beta. Vengo da uno di quel cesso di Paesi!», con tanto di bandierina finale a indicare la provenienza dal Sud Sudan.
RAGAZZI DA QUEL CESSO DI PAESI, GLI ALTRI TWEET
Come lei, sono tantissimi i ragazzi che hanno voluto replicare il tweet, sostituendo il proprio curriculum a quello di Señorita:
I’m a PhD candidate.
I’m a civil engineer.
I have a MS in economics.
I teach microeconomics and mathematics at a university.
I have research published in journals.
I’m homeschool teacher for my nieces and nephew.
My father is an immigrant from a #Shithole country. 🇭🇹— Zaneta (@ZanetaGAdme) 12 gennaio 2018
Future career in Medicine.
I can read in write in two languages.
I sit on the board of directors for a non profit I’m creating.
I’m a humanitarian & first generation children have my ❤️
Im from a #shithole country 🇸🇸 pic.twitter.com/URdrLThg8S— Nyalong (@balangchuol) 12 gennaio 2018
I’m a high school senior,
student mentor,
student ambassador,
co-founded a black student organization at my school,
will graduate with an Associate in Science along with my high school diploma this May,
future Medical Doctor,
and from a #Shithole country! 🇸🇸 pic.twitter.com/ytgwhTJXU0— rebecca (@latte_lado) 12 gennaio 2018
I am a pharmacist.
I have a Masters degree in Business Administrations.
I currently sit on the board of the American Lung Association.
I am from a #shithole country! 🇳🇬
— Lanre The_Don (@abe_lanre) 12 gennaio 2018
I’m a future clinical psychologist.
A student & mother.
Active youth advocate.
President of a youth organization.
Certified Peer support/mental heath specialist.
Speaks 2 languages.
And I’m from a #ShitHole country
🇸🇸🇸🇸🇸🇸🇸🇸 pic.twitter.com/LkisikvP0k— Nyaliep (@nyapapiya) 12 gennaio 2018
RAGAZZI DA QUEL CESSO DI PAESI, UNA MOBILITAZIONE DA CONDIVIDERE
In tanti si sono voluti congratulare con l’iniziativa di «Señorita», sagace prova di intelligenza e di auto ironia nei confronti di un messaggio razzista e sovranista. La sua battaglia è anche la nostra.