Tra spiritualità e solidarietà, la quarantena dei musulmani d’Italia

di Daily Muslim | 08/04/2020

quarantena musulmani
  • L'approfondimento sulle comunità islamiche in Italia: come stanno affrontando l'emergenza coronavirus

  • Le gare di solidarietà tra le varie città italiane

Dopo essere state le prime a chiudere i propri luoghi di culto sul territorio nazionale, senza aspettare i decreti, sebbene con diverse modalità organizzative e alcune eccezioni, perché non esiste un coordinamento unico, le comunità islamiche in Italia hanno fatto i conti con questo periodo straordinario.

Quarantena musulmani, come la stanno affrontando le comunità islamiche in Italia

Daily Muslim, il sito d’informazione dei musulmani italiani, che dirigo da posizioni agnostiche in fatto di fede, ha dato conto sin dallo scorso gennaio delle problematiche relative alla diffusione di quello che allora chiamavamo solo nuovo coronavirus. Perché? La Cina perseguita la sua minoranza musulmana, gli uiguri, e ben presto ci si è domandati cosa sarebbe successo in caso di diffusione del virus nei “campi di rieducazione”.  Ne scriverò di nuovo molto presto, ma questo ha in qualche modo preparato i fedeli al dibattito sul contagio e all’ipotesi del suo arrivo in Italia.

Sulla nostra pagina Facebook abbiamo cominciato a ricevere da subito molte richieste sul da farsi, segnalazioni di situazioni problematiche, soprattutto grandi dimostrazioni di solidarietà. Abbiamo pensato, allora, di chiedere ai nostri lettori di far compagnia a chi è più solo raccontando la propria quarantena, riempiendo di affetto e colori la giornata dei meno fortunati.

Siamo stati letteralmente invasi da post e commenti su Facebook e abbiamo deciso così di raccogliere le testimonianze più tenere, profonde e significative anche sul sito: un florilegio di striscioni, ricette halal, giochi tra bambini e genitori, messaggi di fratellanza e incoraggiamento. In particolare, abbiamo raccolto anche la gioia di chi ha apprezzato questi momenti straordinari per entrare sempre più in confidenza nella propria spiritualità e nella lettura del corano, come nel caso della conversione di Mariam all’islam.

Quarantena musulmani, la solidarietà ricevuta dal nostro Paese

Dopo il decreto dell’8 marzo l’ondata di vicinanza e spiritualità raggiunge il suo culmine e la rivista si fa portatrice del messaggio che arriverà il giovedì successivo, il 12 marzo, a una giornata di digiuno e preghiera dei musulmani per l’Italia, che ottiene un grandissimo ritorno. È il momento in cui il nostro paese ottiene i più grandi attestati di solidarietà da tutto il mondo musulmano: le staffette e le fiaccolate dalla Palestina, gli aiuti dal Pakistan, il discorso di Edi Rama, presidente dell’Albania, che ha commosso tutti.

La redazione è tuttora subissata di comunicazioni di solidarietà da ogni angolo del territorio. Ne citiamo giusto qualcuna che ha anche un valore simbolico. Abbiamo dato conto di un’intera famiglia di rifugiati pakistani che a Brescia si è messa a disposizione degli enti di volontariato per la semplice gratitudine nei confronti del Paese che li ha accolti. Dopo la pubblicazione sul nostro giornale, ha fatto il giro del web anche la storia del fruttivendolo della provincia di Bergamo che mette a disposizione di chi ne ha bisogno una larga parte dei suoi prodotti. Sono eloquenti, per esempio, le parole di  Rai Najib A Bared, guida spirituale del centro islamico di Saronno, dove la comunità musulmana si è attivata per portare donazioni alimentari e sanitarie nelle case di anziani e poveri: “Quando la paura dilaga le culture si avvicinano. Abbiamo voluto fare di questo periodo difficile un momento di sostegno per la cittadinanza. Il musulmano verso il quale c’è spesso diffidenza e che fa paura, oggi è quello che ti porta a casa il cibo e il conforto di cui hai bisogno”.

E non c’è dubbio che questa situazione di eccezionalità dovrà portare a ripensare i rapporti con le comunità sui territori, in particolare con i musulmani, perché andrebbero rafforzati il dialogo, la fiducia e l’inclusione. Non è un caso che i sindaci e gli enti territoriali di vario tipo si stiano impegnando a ringraziare pubblicamente le comunità islamiche per il loro apporto in termini solidali ed economici. Un auspicio è che quello che si fa adesso possa essere poi ricordato in termini di politiche sociali e d’inclusione. A proposito, nella speciale e simbolica corsa alle donazioni economiche, la comunità islamica di Reggio Emilia ha da poco superato quella di Brescia. Ma per citare una frase fatta in un contesto nuovo, come quello della quarantena, anche il campionato della solidarietà è ancora lungo. Vedremo se il podio varierà ancora.