Le nomine europee fanno slittare il vertice sulla procedura di infrazione contro l’Italia

di Gaia Mellone | 01/07/2019

Le nomine europee fanno slittare il vertice sulla procedura di infrazione contro l'Italia
  • Il vertice europeo sulla procedura di infrazione slitta di qualche giorno

  • l commissario europeo al Bilancio Guenther Oettinger: «Vedremo se l'Italia soddisferà le richieste»

  • Nel pomeriggio il Cdm italiano con il Tesoro

La discussione sulle nomine europee porta in secondo piano la discussione sull’apertura della procedura di infrazione nei confronti dell’Italia. Un’occasione per il governo italiano per cercare di andare incontro o meno alle richieste avanzate dalla commissione.

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Le nomine europee fanno slittare il vertice sulla procedura di infrazione contro l’Italia

La riunione della Commissione per decidere se raccomandare o meno all’Ecofin l’avvio della procedura di infrazione nei confronti dell’Italia era prevista per martedì due luglio, ma slitta di qualche giorno per la convocazione di un nuovo vertice europeo per le nomine. L’Italia guadagna così qualche giorno, ma il commissario europeo al bilancio Guenther Oettinger avverte che se in questi giorni gli italiani non «soddisferanno le richieste della Commissione per quanto riguarda sia le entrate sia le uscite del progetto di bilancio per il 2020» allora non ci saranno i «margini di manovra per evitare la procedura di infrazione» che potrebbe quindi avvviarsi già questa settimana.

Le dichiarazioni rilasciate da Oettinger al Rhenische Post arrivano proprio nello stesso giorno in cui è previsto il Consiglio dei Ministri in cui il Tesoro farà un bilancio  di metà anno sull’andamento dei saldi di finanza pubblica. Una discussione economica che a questo punto assume un valore anche politico: i conti pubblici serviranno a Giovanni Tria nella trattativa con Bruxelles. Oettinger ha infatti evidenziato che «il governo italiano deve pensarci tre volte prima di deludere le aspettative dell’Ue» per quanto riguarda proprio i conti pubblici. Del resto, «nel lungo periodo, un conflitto sempre più teso con l’Ue – ha aggiunto il commissario europeo al bilancio-  potrebbe scuotere la fiducia degli investitori» nei confronti dell’Italia.

(credits immagine di copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI)