Domenico Arcuri: «Prima dell’emergenza, le mascherine costavano 8 centesimi»

di Enzo Boldi | 29/04/2020

accordo mascherine
  • Il commissario torna sulle polemiche dopo l'annuncio dei prezzi calmierati per i dispositivi di sicurezza

  • Lo ha fatto durante la video audizione alle Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera

  • Il prezzo mascherine, prima della crisi, era di 8 centesimi cadauna

Dopo l’ordinanza che ha calmierato il prezzo per la vendita al dettaglio delle mascherine chirurgiche, alcune associazioni di farmacisti hanno protestato contro il governo e Domenico Arcuri. Lo stesso commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus in Italia, è tornato ad affrontare questo argomento sottolineando come il prezzo mascherine, prima dell’inizio di questa fase emergenziale, fosse nettamente più basso anche rispetto alla cifra indicata ora nella sua ordinanza. Si parla di 8 centesimi a pezzo.

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Arcuri, parlando in video audizione alle Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera, ha detto: «Prima della crisi – ha spiegato – una mascherina costava in Italia 0,08 euro l’una. Durante i primi giorni della crisi il prezzo era arrivato a almeno 5 euro. Non esisteva una produzione nazionale di questi dispositivi, prima considerati beni di consumo marginale e diventati all’improvviso beni di consumo primari. Siamo partiti da 8 centesimi per mascherina e siamo arrivati a 5 euro. Le analisi dei nostri uffici mi dicono che il costo di produzione di una mascherina è 5 centesimi».

Prezzo mascherine, prima della crisi costavano 8 centesimi

Il margine di profitto, dunque, è stato molto ampio durante questo periodo e lo sarà anche con il prezzo fissato con l’ordinanza che ha messo un tetto massimo a 50 centesimi – al pezzo -, mentre le farmacie potranno acquistarle a una cifra di 38 centesimi. Aver calmierato i prezzi, dunque, servirà per evitare il proliferare di speculazioni da parte dei rivenditori che, in ottemperanza a quanto deciso dal governo, dovranno attenersi a quei 50 centesimi.

Il deposito per le Regioni

Oltre al prezzo mascherine, il commissario Arcuri ha spiegato che le Regioni abbiano in deposito 47 milioni di dispositivi di protezione e che quel numero salirà fino a quota 600 milioni dopo che le cinque aziende con cui sono stati stretti accordi sulla produzione, ultimeranno le loro consegne nel corso dei prossimi mesi.

(foto di copertina: da SkyTg24)