Perché il prezzo dei liquidi delle sigarette elettroniche è aumentato

Redazione 23 Gen 2018
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Chi utilizza sigarette elettroniche avrà notato da qualche settimana un aumento del prezzo dei liquidi di ricarica. Il prezzo di vendita è salito di circa 4,50 euro e rappresenta un fastidioso balzello per chi aveva scelto di sostituire le tradizionali bionde con quelle tecnologiche spinto anche dalla prospettiva di costi molto contenuti. L’incremento è dovuto al recente passaggio delle e-cig sotto il controllo dei Monopoli di Stato, come accade per il tabacco e i superalcolici.

Con la legge di Bilancio approvata a dicembre e il successivo decreto fiscale collegato è stato stabilito che i liquidi di ricarica per le sigarette elettroniche non possono più essere venduti online ma solo in tabaccherie o rivendite autorizzate, con sanzioni severe, fino a 40mila euro, per chi viola le norme. Ai liquidi inoltre, sia quelli che contengono nicotina sia quelli che ne sono privi, è stata applicata una piccola tassa, un’imposta di consumo, pari a 0,39344 euro più Iva per ogni millilitro: quasi 5 euro per ogni flacone da 10 mm.

Il prezzo dei liquidi di ricarica delle sigarette elettroniche è aumentato dal 2018

Più del dettaglio il balzello è in vigore dal primo gennaio con il nuovo regolamento che prevede che i liquidi rientrino tra i Monopoli di Stato. Le nuove misure sono state introdotte nei mesi scorsi con un emendamento al decreto fiscale presentato dalla maggioranza di governo (dalla deputata centrista Simona Vicari) e con un emendamento del governo alla legge di bilancio.

Si tratta di novità che hanno scatenato anche forti reazioni. La tassa sui liquidi di ricarica preoccupa molto produttori e venditori perché potrebbe rivelarsi a breve un disincentivo all’utilizzo della sigaretta elettronica così forte da mettere in crisi l’intero business. Secondo l’Anafe, l’associazione dei produttori di sigarette elettroniche e liquidi, «l’industria italiana non è fuori pericolo perché «con questo livello di tassazione i piccoli esercenti corrono comunque il rischio di chiusura». Il balzello tuttavia è legittimo. Una sentenza della Corte Costituzionale, inoltre, a novembre scorso, respingendo ricorsi del Tar del Lazio, ha stabilito la legittimità dell’imposta sia per i liquidi con nicotina sia per quelli senza. Secondo la Consulta è ragionevole applicare lo stesso regime fiscale per ogni tipo di ricarica delle bionde tecnologiche.

La vendita dei liquidi di ricarica delle sigarette elettroniche è vietata online

Per quanto riguarda invece la vendita, la regolamentazione è arrivata per fare ordine in un settore che rischiava di diventare una giungla con operatori talvolta incuranti della questione della tutela della salute pubblica o della tutela dei minori all’accesso ai prodotti. È stata vietata la vendita online dei liquidi, possibile ora solo nelle tabaccherie e nelle rivendite autorizzate.

(Foto: ANSA / CLAUDIO PERI)