Prato, il ‘telex urgente’ del questore al Viminale: «L’Anpi ci contesta e intona canti partigiani»

di Redazione | 28/04/2019

Prato
  • L'Anpi ha protestato a Prato il 25 aprile scorso

  • Il questore ha inviato un telex urgente al Viminale

  • Segnalata la richiesta di dimissioni e il fatto di aver intonato canti partigiani

Sono arrivati persino a scomodare il Viminale con un ‘telex urgente’. Il questore di Prato ha ritenuto indispensabile informare il ministero dell’Interno di quanto avvenuto durante la manifestazione per la Festa della Liberazione del 25 aprile scorso. In quella circostanza, un gruppo di iscritti all’Anpi aveva contestato il questore e il prefetto a causa della loro decisione di autorizzare, qualche settimana fa, una manifestazione di Forza Nuova e di negare, al contrario, le autorizzazioni alla contromanifestazione antifascista.

Prato, il telex del questore al Viminale

Il testo del telex sottolineava la richiesta di dimissioni da parte dell’Anpi a questore e prefetto nel corso della manifestazione. Inoltre, il procuratore Giuseppe Nicolosi ha affermato al Corriere Fiorentino che si starebbero valutando gli estremi per aprire un fascicolo nei confronti dell’Anpi per vilipendio. Una situazione che, se confermata, avrebbe del paradossale, con persone che verrebbero indagate per aver protestato nel corso di una pubblica manifestazione.

«Siamo ormai alla farsa – ha detto Nicola Fratoianni de La Sinistra -. Non bastava al questore e alla prefetta di Prato aver permesso un mese fa una ignobile gazzarra fascista. Ora vogliono punire chi continua a pensare che non siano adeguati a rappresentare la Repubblica italiana a Prato». Inoltre, chiude la sua affermazione con una battuta: «Potrei citare il presidente Pertini, quando venne contestato in piazza – ha concluso Fratoianni -: ‘libero fischio in libera piazza‘».

Il paradosso di Prato

Il fatto poi che la comunicazione via telex sia stata fatta anche a proposito dei canti partigiani (presumibilmente Bella Ciao) intonati nel corso di una manifestazione, la Festa della Liberazione, che ricorda proprio la fine del periodo nazifascista anche in seguito alle lotte partigiane, sembra davvero l’ennesimo paradosso di una vicenda che, a Prato, è iniziata lo scorso 23 marzo.

La manifestazione antiabortista di Forza Nuova – con poche centinaia di persone a marciare – era stata tutelata da polizia e forze dell’ordine. Al contrario, è stata data la risposta del manganello alla contromanifestazione (non autorizzata) degli antifascisti che stavano protestando pacificamente con la costituzione in mano. Qualche giorno prima era comparsa una svastica sulla sede dell’Anpi di Prato.

FOTO di repertorio di una manifestazione dell’ANPI (Credit Image: © Patrizia Cortellessa/Pacific Press via ZUMA Wire)

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