Prato, l’ossessione della donna per quel 13enne tra le migliaia di chat Whatsapp

di Enzo Boldi | 28/03/2019

Prato
  • Le chat Whatsapp nelle mani degli inquirenti mostrano l'ossessione della donna di Prato per il giovane

  • Una storia fatta di ricatti e gesti vessatori nei suoi confronti, portati avanti dalla 31enne nel tempo

  • Lui chiedeva di essere lasciato in pace, lei si presentava in palestra con il loro figlio in braccio

Una vera e propria ossessione, fatta di ricatti per tenere vivo il loro rapporto. È quanto emerge dalle migliaia di chat Whatsapp scambiati negli anni tra la 31enne di Prato e il giovanissimo studente a cui dava ripetizioni di inglese. La donna, mercoledì mattina, è finita agli arresti domiciliari e la notifica è stata consegnata anche al marito della donna. Lei, molto più grandi di quello che è poco più di un bambino, è rimasta incinta dopo una relazione che – leggendo i messaggi che si scambiavano – andava oltre il sesso. Era un vero e proprio atto di possessioni nei confronti del minore.

Tra le conversazioni che meglio descrivono le vessazioni che il 13enne (all’epoca) era costretto a subire ce n’è una che pare molto rilevante: «Te lo chiedo per l’ultima volta. Non lo devi portare in palestra. Già mi hai rovinato la vita, puoi evitare di portarlo in palestra», scriveva il giovane alla 31enne su Whatsapp, facendo riferimento all’iniziativa della sua insegnante di ripetizioni che, per metterlo a disagio e farlo tornare da lui, si era presentata nel luogo dove lui svolgeva attività fisica, portando in braccio il figlio nato da quella relazione malata tra una donna matura e un giovane all’inizio dell’adolescenza.

La vicenda di Prato tra le righe della chat ossessive su Whatsapp

Tra le 170 pagine di chat Whatsapp nelle mani del gip di Prato, emergono tutte le insofferenze del giovane nei confronti dell’atteggiamento ossessivo e vessatorio perpetrato dalla donna nei suoi confronti: «Ti dico che sono in una situazione che non riesco a concentrarmi a scuola ti prego davvero – scriveva il ragazzo -. Ti prego, voglio andare bene a scuola e fare felici i miei te lo scongiuro faccio ciò che vuoi». E secondo gli inquirenti è proprio in questo frangente che la sua insegnante di inglese trova l’accordo con lui.

Quel «Ti amo» sintomo di un’ossessione

«Viene prospettato un vero e proprio accordo – si legge nell’ordinanza che ha portato agli arresti domiciliari la donna di Prato -, in base al quale la donna non avrebbe più portato il bambino in palestra e il ragazzino, in cambio, sarebbe andato a casa sua quando lei lo avrebbe chiamato». Poi altri messaggi, con l’adolescente che prova in tutti i modi a divincolarsi dalle attenzioni della 31enne, spiegando di doversi concentrare sulla scuola e sulle attività a cui un giovane – alla sua età – deve dedicarsi. Ma quella della donna era una vera e propria ossessione possessiva e in un messaggio si è anche spinta a dirgli un improbabile «Ti amo».

I messaggi pubblicati da Chi l’ha visto?

Addirittura, la trasmissione Chi l’ha visto? condotta da Federica Sciarelli, ha pubblicato alcune chat della donna: «Ti lascio alla tua giovane vita spensierata… è giusto così, ti amerò per sempre, anche quanto non ci sarò più»; «Starai male quando morirò, allora capirai che mi ami»;  «Non devi avere paura della differenza d’età»;  «Sei la malattia e la cura se non vieni da me mostro a tutti il bambino»: si può notare una oscillazione tra la consapevolezza di una relazione che non sarebbe potuta andare avanti e un’attrazione morbosa.

 

(foto di copertina: da archivio Ansa)

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