Bergoglio: «Chiudono i porti agli esseri umani, ma li aprono alle armi»

di Gaia Mellone | 10/06/2019

Porti chiusi
  • Papa Francesco ha espresso una dura condanna ai porti chiusi durante la 92esima assemblea plenaria della Roaco

  • L'Europa chiude i porti alle persone in fuga ma non «alle imbarcazioni che devono caricare sofisticati e costosi armamenti»

  • Il desiderio rinnovato di andare in Iraq di Bergoglio

Papa Francesco punta il dito contro «l’ipocrisia» dell’Occidente, che chiude le porte ai migranti ma continua a finanziare le guerre attraverso l’esportazione di armi. Durante l’incontro con i partecipanti alla Riunione delle Opere di Aiuto alle Chiese Orientali (Roaco), Bergoglio ha anche rivolto un pensiero alla situazione in Siria.

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Porti chiusi agli esseri umani, ma aperti alle armi. Il monito del Papa

Incontrando i partecipanti alla 92esima assemblea plenaria della Roaco, Papa Francesco ha puntato il dito contro i porti chiusi. «Gridano le persone in fuga ammassate sulle navi, in cerca di speranza, non sapendo quali porti potranno accoglierli» ha dichiarato Bergoglio attaccando l’Europa «che però apre i porti alle imbarcazioni che devono caricare sofisticati e costosi armamenti, capaci di produrre devastazioni che non risparmiano nemmeno i bambini». Una ipocrisia imperdonabile, ha attaccato il Papa: «Tante volte penso all’ira di Dio che si scatenerà con quelli responsabili dei paesi che parlano di pace e vendono le armi per fare queste guerre: questa è ipocrisia, è un peccato». Prima di iniziare la preghiera ha anche aggiunto che «siamo qui consapevoli che il grido di Abele sale fino a Dio, come ricordavamo proprio a Bari un anno fa, pregando insieme per i nostri fedeli in Medio Oriente».

La preghiera del Papa per la sofferenza in Siria e Iraq

Papa Bergoglio ha anche rinnovato la sua intenzione di recarsi in Iraq il prossimo anno: il viaggio non era mai stato confermato per via dell’instabilità del Paese, per il quale il Papa prega affinché possa «guardare avanti attraverso la pacifica e condivisa partecipazione alla costruzione del bene comune di tutte le componenti anche religiose della società, e non ricada in tensioni che vengono dai mai sopiti conflitti delle potenze regionali». Papa Francesco ha anche ribadito la sua «tristezza» in merito al dramma della Siria «e alle dense nubi che sembrano riaddensarsi su di essa in alcune aree ancora instabili e ove il rischio di una ancora maggiore crisi umanitaria rimane alto». «Quelli che non hanno cibo, quelli che non hanno cure mediche, che non hanno scuola, gli orfani, i feriti e le vedove levano in alto le loro voci – ha continuato il Papa – Se sono insensibili i cuori degli uomini, non lo è quello di Dio, ferito dall’odio e dalla violenza che si può scatenare tra le sue creature, sempre capace di commuoversi e prendersi cura di loro con la tenerezza e la forza di un padre che protegge e che guida».

(foto di copertina: ANSA/VATICAN MEDIA)