«Con me al ministero, non l’avrebbero visto neanche col binocolo il nuovo ponte di Genova»

Ponte di Genova

La motivazione è semplice: finché non verrà decisa la revoca della concessione ad Aspi, la società Autostrade è legittimata a mantenere quel suo diritto stipulato nei contratti. Ma la responsabilità del governo (anche di quello precedente) è di aver atteso due lunghi anni prima di (non) arrivare a una decisione che ha dato il via libera al cortocircuito sul caso del nuovo Ponte di Genova. E così, nonostante il pronunciamento della Corte Costituzionale, per modificare lo status quo occorre arrivare a una decisione definitiva, entro breve tempo.

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Oggi pomeriggio, a Palazzo Chigi, Giuseppe Conte incontrerà i rappresentanti dei vertici di Aspi. Dovrebbe essere il giorno decisivo, in qualsiasi direzione. Ma tutto questo, comprese le polemiche, potevano essere evitate intervenendo per tempo, senza annunci spot lunghi due anni per poi ritrovarsi al punto di partenza con il nuovo Ponte di Genova pronto per l’inaugurazione, con la concessione ancora nelle mani di Autostrade.

Ponte di Genova, lo sfogo di Toninelli

«Se fossi ancora al ministero questi non l’avrebbero visto neanche col binocolo il nuovo ponte di Genova, perché sarebbe stato già concluso l’iter di revoca», ha rivendicato questa mattina Danilo Toninelli ai microfoni di Radio Cusano Campus. L’ex capo del Mit sostiene che con lui alla guida del dicastero delle Infrastrutture, questa vicenda non sarebbe mai emersa perché i ‘rami secchi’ della questione sarebbero stati tagliati immediatamente. Sta di fatto, però, che la tragedia del Ponte Morandi risalga al 14 agosto del 2018 e il pentastellato è stato in carica fino al settembre dell’anno successivo. Insomma, oltre 365 giorni per ordinare le idee politiche e prendere una decisione definitiva.

Il riaffidamento

Certamente lui, in merito all’ultimo riaffidamento, non ha responsabilità: fa parte della maggioranza di governo (con il suo Movimento 5 Stelle), ma non è lui ad aver deciso. A indicare questa via – che non fa altro che confermare lo status quo vista la non decisione in merito alla revoca delle concessioni – è stata Paola De Micheli, che lo ha sostituito al Mit.

(foto di copertina: da profilo Facebook di Danilo Toninelli)

 

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