Platinette e il titolo di Libero sui gay: «Non è omofobo, l’intento era scherzoso»

di Redazione | 28/01/2019

platinette
  • Per Maurizio Coruzzi, in arte Platinette, il titolo di Libero in prima pagina sul pil e gay «non è omofobo»

  • «Non era aggressivo nei confronti degli omosessuali ma un po' superficiale», ha detto in un'intervista al quotidiano

  • E ancora: «Io non mi sono offeso, l'interno era provocatorio e scherzoso»

La più nota drag queen italiana, Platinette, si schiera con il quotidiano Libero dopo le polemiche per il titolo sui gay in prima pagina. «Calano fatturato e pil ma aumentano i gay», è stata l’apertura di mercoledì scorso del giornale diretto da Pietro Senaldi, che ha messo in relazione dati sull’andamento dell’economia e sondaggi sulle persone che si dichiarano omosessuali e che è costata dure critiche alla testata (e perfino la perdita di sponsor). In un’intervista rilasciata al direttore di Libero, oggi Platinette, nome d’arte di Maurizio Coruzzi, dice che il giornale non è omofobo e quel titolo «non era offensivo».

Platinette e il titolo di Libero che «non provoca danni alla comunità gay»

«Il titolo non mi è piaciuto – ha detto il conduttore radiofonico e televisivo – ma, per dirla come Adrian, francamente me ne infischio. La tutela dei diritti degli omosessuali è sacrosanta però deve accompagnarsi alla capacità di essere obiettivi e alla determinazione di non voler fare le vittime a tutti i costi». Per Platinette il titolo non era offensivo: «Io non mi sono offeso. Erano chiari l’intento provocatorio e scherzoso e la mancanza di una volontà di insultare. Potrei dire che non è dei più riusciti, perché l’allegoria è poco simpatica e l’effetto non è stato goliardico, ma bisogna essere pronti a ironizzare. Abbassiamo i cannoni di Navarone, perché il titolo di Libero non provoca dei danni reali alla comunità gay».

«I gay in Italia sono pienamente accettati, sono ovunque in tv»

Platinette ha commentato anche l’accusa nei confronti di Libero di fomentare l’omofobia, con titoli come quelli del 23 gennaio. Per Coruzzi in Italia i gay sono «pienamente accettati». «Non c’è intolleranza verso di noi», dice. La tv «è innamorata dei gay, non c’è programma nel quale non compariamo, spezzo piazzati sopra un altarino».

«Il titolo non era aggressivo ma un po’ superficiale»

In un altro passaggio dell’intervista poi Platinette ritorna sul titolo: «Allora ti dico che il titolo non era aggressivo nei confronti dei gay ma un po’ superficiale sì. Si prestava a diverse interpretazioni perché, come ha spiegato Umberto Eco nella sua fenomenologia della tv, ognuno ha la propria percezione della realtà. Il guaio della destra è che è un po’ grossolana quando affronta la realtà, e questo è un imprinting duro da far sparire. In fondo è vero, i gay aumentano di numero e di potere, ma c’era un modo più elegante per dirlo. In questo dovete imparare dalla sinistra, che ha più classe e sfumature e perciò riesce a essere violenta e razzista senza destare scandalo».

(Foto di copertina da archivio Ansa: Mauro Coruzzi, in arte Platinette, posa per i fotografi durante la presentazione del programma di Raiuno ‘Tale e Quale Show’. Credit immagine: ANSA / CLAUDIO PERI)