Il garante della privacy ha multato Rousseau per 50mila euro

di Gianmichele Laino | 04/04/2019

piattaforma Rousseau
  • La piattaforma Rousseau è quella attraverso cui si espleta la democrazia diretta del M5S

  • Secondo il Garante della privacy, ci sono delle violazioni

  • Multa di 50mila euro per l'Associazione Rousseau

L’anticipazione era stata data dal quotidiano Il Foglio nelle scorse ore. La piattaforma Rousseau, quella su cui si mette in atto la democrazia diretta del Movimento 5 Stelle, è stata multata dal Garante della Privacy per una somma di 50mila euro. Secondo l’autorità che vigila, tra le altre cose, sui dati personali degli utenti che navigano in rete, non ci sarebbero le condizioni minime di sicurezza per gli iscritti, tanto che i loro voti potrebbero essere riconoscibili.

Piattaforma Rousseau, la multa del Garante

Infatti, i dati personali sono stati più volte associati agli iscritti: attraverso questi ultimi, i gestori della piattaforma potrebbero essere in grado di risalire alle loro votazioni. E ciò permetterebbe anche di manipolare lo stesso voto, indirizzando in qualche modo l’esito dei quesiti.

L’associazione Rousseau, molto vicina al Movimento 5 Stelle, sarà costretta ora a pagare una multa da 50mila euro per queste sue votazioni. Anche se il problema messo in luce dal garante della privacy è molto più serio, dal momento che investe una questione di massima importanza come l’esercizio della democrazia.

Le violazioni della piattaforma Rousseau

Gli iscritti alla piattaforma Rousseau hanno preso delle decisioni cruciali, che hanno influito sul dibattito politico generale in Italia: ultima, non per importanza, la votazione sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini. Può una piattaforma che presenta tutte queste lacune a livello di dati personali prendere delle decisioni così importanti che influenzano la storia democratica italiana?

In un primo momento, il garante della privacy aveva chiesto all’associazione Rousseau di adottare alcuni accorgimenti che rendessero più stringenti le policy sulla privacy. C’era stato qualche adattamento, ma non sufficiente a evitare la sanzione, evidentemente. Stando a quanto riferito dal Garante, la «regolarità delle operazioni di voto è affidata alla correttezza personale e deontologica di delicate funzioni tecniche», ovvero quelle funzioni gestite da alcuni addetti il cui comportamento, anche se in buona fede, non può essere in alcun modo controllato.

In ogni caso, l’Associazione Rousseau fa sapere che la multa comminata dal Garante non riguarda l’attuale sistema di votazione della piattaforma: