Michela Murgia firma la petizione di Insieme in Rete per lo sgombero di Casapound: «Sono delinquenti del terzo millennio» | VIDEO

di Gianmichele Laino | 24/06/2019

  • Michela Murgia firma la petizione di Insieme in Rete per lo sgombero di Casapound

  • La scrittrice in un video: "Dovrebbero chiamarsi delinquenti del nuovo millennio"

  • L'associazione Insieme in Rete ha pubblicato il link della petizione su Change.org

Una petizione su Change.org che si annuncia partecipatissima. L’associazione Insieme in Rete ha lanciato una raccolta firme per chiedere ufficialmente lo sgombero di Casapound, proponendo un’azione concreta che fa seguito ai tanti proclami di questi giorni che si sono pronunciati proprio contro l’occupazione in via Napoleone III a Roma. Una delle prime firmatarie della petizione è Michela Murgia, la scrittrice che si è sempre battuta per l’antifascismo militante. In un video ha voluto lanciare il suo messaggio che invita a firmare la petizione.

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Petizione Casapound, il video di Michela Murgia

«I membri di Casapound si definiscono fascisti del terzo millennio, ma forse sarebbe più giusto definirli delinquenti del nuovo millennio – dice Michela Murgia nel video-messaggio -. Nell’ultimo anno, 360 di loro sono stati denunciati per reati molto gravi. Eppure, il loro partito continua a occupare un immobile di pregio nel centro di Roma, senza pagare affitto, bollette o tasse. Per questo motivo ho firmato la petizione che chiede l’immediato sgombero dello stabile e il ripristino della legalità».

Petizione Casapound, il lavoro di Insieme in Rete

Nel lanciare la petizione, Insieme in Rete ha ricordato: «La cronaca restituisce ormai quotidianamente episodi sintomatici del diffondersi di pulsioni neofasciste nel nostro Paese. In un quadro così preoccupante, anche Insieme in rete ha deciso, come tante anime della società civile, sindacale e politica, di mettere il proprio impegno alla difesa dei valori sanciti dalla nostra Costituzione».

Insieme in Rete si era già resa protagonista di diverse iniziative di successo. La petizione per l’istituzione del reato di Revenge Porn – promossa insieme a Bossy e ai Sentinelli di Milano – aveva superato le 100mila firme ed era stata la base per una proposta di legge, poi accolta dalla Camera in forma di emendamento inserito all’interno del Codice Rosso. La petizione per lo sgombero di Casapound tocca un altro dei temi fondamentali su cui poggia l’associazione.

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