Il pessimo segnale che viene dalla nostra produzione industriale

di Daniele Tempera | 10/02/2020

  • La nostra produzione industriale è calata dell'1.3% rispetto al 2018 e fa registrare il dato più basso in sei anni

  • Ecco quali sono i settori che hanno inciso maggiormente in un calo pericoloso per tutta la nostra economia

  • E quali sono i rischi che corriamo in uno scenario internazionale sempre più turbolento

Un tonfo negativo dopo cinque anni che non lascia ben sperare per le sorti della nostra economia. I dati Istat  ci raccontano di un Paese che per la prima volta dopo la Grande Crisi, incorre in una battuta d’arresto che potrebbe incidere su tutta la nostra vita economica. Secondo l’Istituto di Statistica Nazionale nel 2019 la nostra produzione industriale è calata dell’1.3% rispetto al 2018. Si tratta della diminuzione più ampia dal 2013, quindi da tre anni e il dato è in netta controtendenza con quello dell’anno scorso quando la nostra industria ha fatto registrare un incremento dello 0.6%. Dati che si aggravano se si restringe il campo al singolo andamento mensile: a dicembre 2019, rispetto al novembre dello stesso anno, la produzione industriale è diminuita ben del 2.7%. E l’andamento non lascia tranquilli anche in virtù delle recenti frenate dell’economia mondiale e degli effetti, ancora tutti da verificare che l’impatto del nuovo Coronavirus, può avere anche sulle nostre economie.

I motivi della diminuzione

Analizzando maggiormente i dati Istat si scopre che il ribasso è dovuto in larga parte al vero e proprio crollo del settore automobilistico che in Italia ha fatto registrare nel 2019 un saldo negativo che sfiora il 14% (-13.9%). Altri cali significativi si sono registrati nella fabbricazione di prodotti petroliferi raffinati (-9,3%) e nella fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (-7,7%). Tra i comparti che reggono maggiormente si segnalano invece i computer, i prodotti di elettronica e ottica (+5,3%), l’industria alimentare, delle bevande e del tabacco (+2,9%).

Un quadro tutt’altro che roseo quindi per la nostra economia, anche alla luce delle stime sul Pil italiano sul quale “gravano rilevanti rischi al ribasso”, come affermato dal Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco all’Assiom Forex nella giornata di sabato.