Papa Francesco: «È un’incongruenza parlare di matrimoni omosessuali»

di Enzo Boldi | 28/05/2019

Papa Francesco sui matrimoni gay
  • Intervistato dalla tv messicana, Papa Francesco torna a parlare di diversi argomenti che vedono al centro la Chiesa

  • Sui matrimoni omosessuali il Pontefice si definisce "conservatore" e li definisce "incongruenze"

  • Non si definisce né di destra né di sinistra

Dai matrimoni gay alla questione migranti, passando per le accuse di eresia fino ad arrivare ai commenti sulle politiche dei vari governanti. Intervistati dalla televisione messicana Televisa, Papa Francesco ha parlato a ruota libera di moltissimi argomenti che hanno coinvolto – e coinvolgono tutt’ora – la Chiesa, sia come istituzione che come fede. Il Pontefice ha ribadito alcune posizioni già espresse in passato, calcando però la mano su alcuni argomenti abbastanza delicati e di attualità che, spesso e volentieri, vedono nel giudizio del Vaticano un tema di scontro con la società e la politica.

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Si parte affrontando la questione della celebrazione delle nozze per le coppie gay. «Sulla dottrina del matrimonio sono conservatore – ha detto Papa Francesco rispondendo alle domande della giornalista Valentina Alazraki -. La grazia dello Spirito Santo esiste, certo. Io ho sempre difeso la dottrina. Ed è un’incongruenza parlare di matrimonio omosessuale». Il dibattito, poi, si sposta su una vecchia dichiarazione del Pontefice che aveva fatto molto discutere. Ora Bergoglio spiega di aver utilizzato una parola sbagliata che ha modificato il senso della sua esternazione.

Papa Francesco si definisce «conservatore» sui matrimoni gay

«Quando si vede qualche segno nei ragazzi che stanno crescendo bisogna mandarli, avrei dovuto dire da un professionista, e invece mi è uscito psichiatra – si è giustificato Papa Francesco -. Titolo di quel giornale: ‘Il Papa manda gli omosessuali dallo psichiatra’. Non è vero! Mi hanno fatto un’altra volta la stessa domanda e ho ripetuto: sono figli di Dio, hanno diritto a una famiglia, e basta. E ho spiegato: mi sono sbagliato a usare quella parola, ma volevo dire questo».

«Non sono né di destra né di sinistra»

L’intervista si è poi spostata su altri ambiti, come quello dei migranti che lui definisce una «priorità» mentre usa l’aggettivo «triste» parlando della politica dei porti chiusi. «Perché il Papa si occupa oggi tanto dei migranti e parla tanto dei migranti? Perché è un problema scottante, attuale – ha sottolineato il Pontefice -. Ma il Papa continua a parlare della vita, contro l’aborto ho detto cose molto dure, molto dure. Ripeto tutto quello che ha sempre detto la Chiesa, ossia non ho trascurato il resto».

E la sua riflessione si sposta anche sulla classe politica e rispondendo alla domande se si ritenesse un Pontefice più di sinistra o di destra ha risposto: «Non mi piace rispondere ‘mi piace di più, mi piace di meno’. No, voglio essere onesto in questo: di fronte a un governante, io cerco di dialogare con il meglio che ha, perché è a partire dal meglio che ha che può fare del bene al suo popolo. A volte, nei discorsi dico cose più generali dei problemi del Paese e poi nell’incontro privato mi permetto di fare un passetto in più. Ma bisogna riconoscere il bene che c’è in una persona, anche se poi ha pure cose cattive».

(foto di copertina: ANSA/VATICAN MEDIA)