Pakistan, salvi gli alpinisti italiani : «Siamo vivi per miracolo»

di Gaia Mellone | 18/06/2019

Alpinisti italiani in Pakistan, operazione di soccorso andata a buon fine
  • Sono salvi gli italiani travolti dalla valanga in Pakistan

  • Concluse le operazioni di soccorso, una sola vittima

  • Il capospedizione: « Non è stato un fenomeno normale»

Gli italiani della spedizione sulla cima pachistana Lions Melvin Jones Peak a 5800 metri nell’area dell’Hindu Kush sono stati portati in salvi.I sette alpinisti erano stati travolti da una slavina alle prime ore del mattino di lunedì 17 giugno.

Alpinisti italiani in Pakistan, operazione di soccorso andata a buon fine

La valanga ha fatto una sola vittima: a perdere la vita è stato uno dei due pachistani partecipanti alla spedizione, Imtyaz Ahmmad. Insieme a lui c’erano i connazionali pakistani Nadeema e Shakeela  insieme agli italiani Luca Morellato, David Bergamin e Tino Toldo. Hanno riportato invece alcune ferite gli altri alpinisti, tra cui il capo spedizione  vicentino Tarcisio Bellò. L’esercito pachistano aveva rimandato ad oggi le operazioni di soccorso per via del maltempo. Un salvataggio che è durato un’intera mattina, ma alla fine con gli elicotteri l’esercito pachistano è riuscito a  prelevare il gruppo e trasportarlo nell’ospedale di Gilgit per dare assistenza ai feriti.

Il capospedizione Tarcisio Bellò: «Non è stato un fenomeno normale»

Raggiunti telefonicamente dalla testata online montagna.tv, il gruppo ha detto di stare bene, seppur con qualche ferita. «Io ho una frattura alla caviglia, il polso un po’ dolente e tutti quanti siamo abbastanza pieni di ematomi- ha dichiarato al sito online il capo spedizione Tarcisio Bellò –  È un miracolo se siamo qui». Bellò spiega poi che quello verificatosi non può essere minimizzato come una slavina, «non è stato un fenomeno normale, è venuto giù un fronte di 300 metri» raccontando che il gruppo stava affrontando un pendio quando la montagna ha iniziato a vibrare. «Credo che si siano staccati dei grandi seracchi, sotto la neve, e la caduta di strutture così grandi ha scosso tutta la montagna» ha aggiunto. Il capospedizione ha anche aggiunto di provare grande dolore per la morte di Imitaz, il cui corpo è rimasto sul sito della valanga a circa 5000 metri di altezza: «Il primo pensiero che ho al momento è di cercare di avviare quanto prima una raccolta fondi per la sua famiglia»

(credits immagine di copertina: Facebook Luca Morellato)

 

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