Il padre della fidanzata di Conte rischia di andare a processo per peculato

di Gaia Mellone | 10/04/2019

Il padre della fidanzata di Conte rischia di andare a processo per peculato
  • Il pm ha chiesto il rinvio a giudizio per Cesare Paladino, amministratore unico della società che gestisce il «Gran Hotel Plaza»

  • L'accusa è di peculato: non avrebbe versato le tasse di soggiorno per 5 anni consecutivi

  • Paladino è il padre di Olivia, fidanzata del premier Giuseppe Conte

Cesare Paladino, manager e imprenditore e padre della fidanzata di Giuseppe Conte, rischia di andare a processo. L’accusa è di peculato: non avrebbe versato le tasse di soggiorno pagate dai clienti del Grand Hotel Plaza, gestito dalla società di cui Paladino è amministratore unico.

Il padre della fidanzata di Conte rischia di andare a processo per peculato

Il pubblico ministero Alberto Pioletti ha chiesto il rinvio a giudizio per Cesare Paladino, 77 anni, con l’accusa di peculato. Il manager, amministratore unico della società Unione Esercizi Alberghieri di Lusso s.r.l., che gestisce anche il «Grand Hotel Plaza» non avrebbe versato alle casse del Campidoglio le tasse di soggiorno pagate dai clienti dell’albergo, per 5 anni consecutivi dal 2014 al 2018. Una violazione della delibera risalente al luglio 2010, che obbliga ogni albergatore a versare al Comune la somma pagata dai clienti per il contributo di soggiorno entro il sedicesimo giorno della fine di ciascun trimestre.  Secondo quanto stabilito dal pubblico ministero, Paladino non avrebbe rispettato l’obbligo, trattenendo una somma totale che ammonta a 2 milioni e 47 mila 677 euro e che è stata sequestrata a giugno dal gip su richiesta del pm.

Sotto la lente della procura non c’è solo Paladino: nell’inchiesta figurerebbero circa 40 proprietari e gestori di strutture alberghiere della Capitale che non avrebbero versato il contributo di soggiorno. Tra i nomi anche quello di Gianluca Violante, titolare dell’albergo Majestic in via Veneto, e Marco Visocchi, gestore dell’hotel The Duke di via Archimede,  a cui sono stati sequestrati rispettivamente  412mila euro e 640 mila euro.

(Credits immagine di copertina: Facebook Grand Hotel Plaza Roma)