L’umanità smarrita in un parco di Milano: «Lascialo morire, brutta tr***a»

di Redazione | 30/07/2019

omissione soccorso

Se ci può essere un giorno nella vita di un uomo in cui si perde la fiducia nei propri simili, per Beatrice Bordino, avvocato milanese, quello deve essere stato il 28 luglio, domenica. Passeggiava per Milano, al parco Forlanini. Portava a spasso i suoi due cani. A un certo punto, ha visto un ragazzo originario dell’Ecuador riverso per terra, volto a terra, incosciente.

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Omissione soccorso a Milano per un uomo dell’Ecuador

Attorno a lei tante altre persone che sono passate oltre, che non si sono minimamente preoccupate per quell’uomo che, probabilmente, dopo essersi ubricato, aveva perso i sensi. Allora, l’avvocato ha iniziato a intervenire. Si è avvicinata e ha manifestato l’intenzione di chiamare i soccorsi. Non prima di aver chiesto aiuto ai passanti.

Secondo il suo racconto al Corriere della Sera, tuttavia, le risposte ricevute sono state: «Se osi chiamare l’ambulanza ti meniamo maledetta tr…, bisogna lasciarli morire questi immigrati di m… ricordati che i soccorsi li paghiamo noi contribuenti mica questi ne*ri» o ancora «Spero che Dio ascolti le mie preghiere e che affondi tutti i barconi!». Poco importava che quell’uomo non fosse nemmeno nero e venisse dall’Ecuador: il barcone non l’aveva visto se non in televisione.

L’umanità smarrita nell’omissione soccorso a Milano

Alla fine, stando al racconto fatto da Beatrice Bordino al Corriere della Sera, la donna porta l’uomo al fresco, chiede aiuto – senza ricevere una risposta – a un addetto al servizio di pulizia pubblica dei parchi e poi ai vigili urbani. Si sente dire: «Signora, ce ne sono tanti». Alla fine, si siede su una panchina e scoppia in lacrime. Non può credere che, proprio in quel giorno, nel parco Forlanini di Milano, l’umanità si sarebbe smarrita.

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