A Savoia di Lucania vietate madrine e padrini iscritti all’Arcigay

Redazione 17 Ott 2017
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Stanno suscitando clamore le parole che il parroco di Savoia di Lucania, in provincia di Potenza, ha rivolto sabato scorso ai cresimandi e alle loro famiglie: no a madrine e padrini iscritti all’Arcigay. L’adesione all’associazione che si batte per i diritti delle persone LGBT costituirebbe una discriminante per accompagnare i ragazzi nel sacramento della cresima.

Tra le persone riunite in chiesa c’era anche Antonella Giosa, vice presidente dell’associazione in Basilicata e residente a Savoia di Lucania. È stata lei a denunciare il divieto a madrine e padrini iscritti all’Arcigay. «Ho riflettuto a lungo se denunciare o meno ciò che è accaduto, non perché mi sia sentita offesa da simili affermazioni, ma perché ho pensato che persone a cui tengo molto potessero sentirsi mortificate. Ma per il ruolo che occupo nell’ArciGay Basilicata non potevo rimanere in silenzio», ha spiegato la Giosa a Repubblica.

A SAVOIA DI LUCANIA NO A MADRINE E PADRINI ISCRITTI ALL’ARCIGAY

Secondo lei, è stata proprio la sua presenza a spingere Don Pompeo Monaco, parroco di Savoia di Lucania, a specificare ai ragazzi che riceveranno la cresima il prossimo novembre e alle loro famiglie che non potranno scegliere come madrine e padrini gli iscritti all’Arcigay. «Un’affermazione a dir poco fuori da ogni lucido ragionamento», commenta Antonella Giosa, che ora è pronta a chiedere ai vertici della chiesa lucana cosa ne pensino delle parole del parroco. «Mi piacerebbe avere un confronto con il vescovo della diocesi di Potenza, monsignor Salvatore Ligorio, e non è escluso che mi rivolga anche a Papa Francesco», ha dichiarato a TgNorba. Don Pompeo Monaco ha preferito non rilasciare dichiarazioni ai cronisti, commentando solo: «Di questa vicenda non so nulla».

La questione – secondo la vicepresidente – non riguarda solo gli iscritti all’Arcigay: «Noi denunciamo discriminazione, l’allontanamento di persone che aderiscono a una qualsiasi associazione non è assolutamente plausibile. Non possiamo rimanere in silenzio quando si fanno simili affermazioni, per giunta alla presenza di adolescenti e famiglie», ha spiegato la Giosa nell’intervista tv.

Foto copertina: uno screenshot dell’intervista di Antonella Giosa a TgNorba