La ‘ndrangheta voleva prendersi la Valle d’Aosta

17/07/2019 di Enzo Boldi

ndrangheta

Un collegamento unico tra Gioia Tauro e la Valle d’Aosta. Gli antipodi del nostro stivale stavano per avere un punto in comune: la ‘ndrangheta. Un’operazione della Dia, infatti, ha svelato l’esistenza di una vera e propria lotta fra clan per prendere il possesso e il predominio della regione valdostana. Nel mirino delle famiglie malavitose gli affari nell’Italia Nord-Occidentale. Una lotta che si è trasformata in guerra, con anche gravi episodi di sangue.

L’operazione dei Carabinieri di Reggio Calabria, coadiuvata dal supporto militare del Comando provinciale di Bologna e del Gruppo di Aosta – e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia reggina – ha portato all’esecuzione di diverse ordinanze di custodia cautelare a carico di numerose persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso. A essere colpite da questa indagine dell’Arma sono state alcune cosche, ritenute molto pericolose, della ‘Ndrangheta di San Giorgio Morgeto e Cittanova. Le famiglie criminali, con i loro sodali, avevano diramazioni in tutto il Nord Italia: si occupavano di estorsioni, reati in materia di armi e stupefacenti e al controllo delle attività economiche del territorio.

La ‘ndrangheta e la lotta fra clan per la Valle d’Aosta

Dalle indagini portate avanti dalla Dia e dagli uomini dell’Arma dei Carabinieri è emersa una vera e propria fase di contrapposizione tra la cosca ‘Locale di San Giorgio Morgeto’ e quella dei Facchineri di Cittanova. Proprio questi ultimi, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, volevano mantenere il predominio nel Comune sangiorgese e in Valle d’Aosta.

L’omicidio di Salvatore Raso

Ingerenze tra clan della ‘ndrangheta condite con il sangue. Tutto (anche le indagini) è partito dall’omicidio di Salvatore Raso, uomo di spicco delle famiglie di San Giorgio Morgeto. Venne ucciso con diversi colpi di fucile a pallettoni vicino alla sua casa in Calabria. Un episodio che ha dato il via a una lotta intestina tra clan che volevano mettere piede e confermare il loro potere anche al Nord, con il mirino puntato direttamente sulla Valle d’Aosta.

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