«Napoletani devono bruciare» sul monitor aziendale, il direttore: «Volevo spronare i dipendenti»

di Redazione | 12/07/2019

Napoletani bruciano

Non deve essere stato bellissimo per i dipendenti della Tiberina di Pomigliano d’Arco, un’azienda dell’indotto Fiat, ritrovarsi sui monitor aziendali la frase: «Bisogna bruciare tutto: Napoli, tutti i napoletani e i loro rifiuti anche perché i napoletani sono un rifiuto». L’episodio si è verificato qualche giorno fa, ma è saltato agli onori della cronaca soltanto negli ultimi giorni perché l’immagine dello stesso monitor è rimbalzata in rete sui social network.

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Napoletani bruciano, la frase motivazionale shock

La Fiom è insorta e ritiene inaccettabile l’episodio che si è verificato nella fabbrica di Pomigliano. Il sindacato ha messo in piedi delle iniziative di protesta, come il blocco della linea di produzione per un’intera notte. Ma adesso chiede il licenziamento del direttore, Dario Liccardo.

La difesa del direttore dello stabilimento Tiberina

Quest’ultimo, originario di Napoli ma residente a Latina, ha cercato di giustificarsi al quotidiano Il Mattino. In effetti il suo racconto ha una sua logica, anche se la strategia utilizzata è piuttosto discutibile: «Ho letto il messaggio che ho trasmesso sui monitor in rete e l’ho fatto seguire dagli hashtag #iononcisto e #bisognareagire. Si tratta di una strategia motivazionale, di un modo per spronare i dipendenti». Il gesto si è reso necessario, secondo il direttore dell’azienda, in seguito a ripetuti episodi in cui i lavoratori si distraevano sul posto di lavoro e lasciavano l’impianto in condizioni di degrado.

Ma la Fiom chiede lo stesso le scuse da parte del direttore dell’impianto e ricorda che nell’azienda non è presente l’aria condizionata e che la scritta sui monitor era comparsa proprio dopo una protesta di un’ora sull’argomento.

[La foto del monitor aziendale: fonte Facebook]