Roberto Fico: «I flussi migratori non si gestiscono con i muri»

di Enzo Boldi | 01/07/2019

Muro Nord Est
  • Roberto Fico contro l'idea leghista di costruire un muro Nord Est

  • Il presidente della Camera dice che non è questo il modo di gestire i flussi migrantori

  • Sì, invece, alle sanzioni di chi non vuole partecipare alle quote migranti

L’idea del Presidente del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, di costruire il muro Nord Est per dividere il confine italiano con la Slovenia è stata appoggiata anche da Matteo Salvini. Secondo la Lega, infatti, questo reticolato su modello Orban bloccherebbe la rotta balcanica di quei migranti che, via terra, arrivano nel nostro Paese. Il presidente della Camera Roberto Fico, però, boccia questa opzione che – oltre a essere dispendiosa – non rappresenta il modo ideale per gestire i flussi migratori.

«Sull’idea di gestire il fenomeno migratorio costruendo dei muri: non è così che un grande Paese come l’Italia può pensare di gestire un fenomeno epocale – ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, intervenendo al convegno ‘Corridoi umanitari per un’Europa solidale’ a Montecitorio -. Tutti i muri sono infatti destinati a essere superati o abbattuti. Lo dice la nostra storia. Il paradigma del no way e dei muri è deteriore e illusorio. L’alternativa è una gestione responsabile, solidale e lungimirante».

No al muro Nord Est, sì alle sanzioni per chi non accetta la redistribuzione

No al muro Nord Est, quindi. Roberto Fico propone altre alternative alla soluzione fisica della barriera, chiedendo al governo di operare in Europa facendo sentire la sua voce seriamente e non tramite proclami fini a se stessi. «Il meccanismo di ricollocazione dei migranti giunti in Italia e in Grecia, adottato dall’Unione Europea nel 2015, non è stato attuato in alcuni Paesi – ha proseguito Roberto Fico -. Quei Paesi non possono essere i nostri modelli perché le loro politiche vanno contro gli interessi dell’Italia. E non solo, vanno contro gli interessi dell’Europa tutta. I comportamenti contro le regole andrebbero quindi perseguiti anche con penalizzazioni di carattere economico, per esempio a valere sui fondi strutturali. Non è accettabile una violazione così grave e manifesta di un atto giuridicamente vincolante dell’Unione europea».

(foto di copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MEO)