Parte del Movimento 5 Stelle non è d’accordo sul voto attraverso Rousseau

Il popolo chiedeva di esprimersi, e Luigi Di Maio ha raccolto la chiamata. Con i tempi sbagliati però. L’annuncio della consultazione sulla piattaforma di Rousseau fa acqua da tutte le parti, anche all’interno del Movimento 5 Stelle

Parte del Movimento 5 Stelle non è d’accordo sul voto attraverso Rousseau

Pare che Sergio Mattarella si sia spazientito leggendo il post di Luigi Di Maio sul blog a 5 stelle, in cui garantiva che qualsiasi proposta sarebbe dovuta passare al vaglio degli iscritti a Rousseau. Il Capo dello Stato sperava infatti che oggi, con il secondo giro di consultazioni, il grosso dei giochi si concludesse. E invece il leader pentastellato è pronto a far saltare tutto se Rousseau gliene desse indicazione. Malumore anche da parte del Partito Democratico, ormai disposto a scendere a grandi compromessi. Ma la decisione non è stata ben accolta nemmeno all’interno del Movimento 5 Stelle. La deputata Flora Frate ha infatti dichiarato all’Adnkronos che rispetto a questa opzione «sono emersi molti pareri negativi». «Vincolare il Conte bis all’esito di un voto su una piattaforma gestita da una società privata, senza alcuna garanzia di trasparenza, è scelta assurda – ha aggiunto la deputata – Al Quirinale il M5S deve presentarsi con una proposta seria e credibile». Una posizione condivisa da molti, anche parte della fanbase 5 stelle, che chiedono al proprio leader di prendere decisioni per il bene del Paese.

«Alla riunione non si è mai deciso di portare il voto su Rousseau, è falso»

Ai commenti negativi, si è aggiunta anche una pesante accusa. A muoverla è Michele Nitti che su Facebook ha scritto che, al rientro a casa, ha «appreso in TV che l’assemblea parlamentare avrebbe deciso di far votare su Rousseau la proposta di Governo, prima di essere sottoposta al Presidente della Repubblica». «Questo è assolutamente falso! Io ero presente.» tuona Nitti, evidenziando come in questo momento delicato sia necessario «non trasformare il voto su questa piattaforma in una forma di delegittimazione delle istituzioni e delle funzioni parlamentari», motivo per cui durante la riunione è emerso che votare sulla piattaforma «non sia, in questo delicato momento, lo strumento più opportuno, viste la tempistica e l’urgenza dei passaggi da esperire con il Quirinale, peraltro regolamentati dalla Costituzione.»

Anche oggi ho partecipato all'Assemblea congiunta, con senatori e deputati.Si è discusso a lungo. Tanti i temi…

Gepostet von Michele Nitti am Dienstag, 27. August 2019

 

(Credits immagine di copertina: ANSA/ETTORE FERRARI)

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