Monaco, sbircia un messaggio sul telefono del bambino e scopre una storia di abusi sessuali

di Gaia Mellone | 14/08/2019

  • Il racconto di Daniel Ollert ha fatto il giro del web

  • Per caso ha notato un messaggio ambiguo su Whatsapp del 13enne seduto al suo fianco in metropolitana

  • La sua denuncia ha portato all'arresto di un pedofilo

Che lo ammetiamo o no, capita a tutti di far cadere l’occhio sul telefono di chi ci è accanto in metropolitana, in bus, in coda in un negozio, al cinema o in un ufficio. Sguardo che però, almeno teoricamente, viene distolto velocemente per rispetto della privacy altrui. Fortunatamente, Daniel Ollert, 31enne di Monaco di Baviera, ha deciso di non farsi gli affari suoi quando ha notato un messaggio equivoco sul telefono del bambino 13enne accanto a lui: così facendo ha scoperto, e denunciato, una storia di pedofilia.

Monaco, sbircia un messaggio sul telefono del bambino e scopre una storia di abusi sessuali

A dare la notizia è la Süddeutsche Zeitung, a cui Daniel Ollert ha raccontato l’accaduto. Il manager 31enne si trovava in metropolitana al fianco di un bambino di 13 anni che stava scambiando messaggi sul telefono, quando ne ha notato uno sospettoso: quello di un tale “Zio Millie” che «gli chiedeva se voleva abbracciarlo di nuovo “dietro i container”». Una richiesta strana, tanto che Ollert ha deciso di chiedere delucidazioni al piccolo. «Perché lo zio Millie ti abbraccia dietro i container e non in pubblico? Tua madre sa che lo vedi?», ha quindi chiesto al bambino, che gli ha risposto «No ed è meglio così». Ollert allora ha continuato a fargli domande, incurante degli sguardi sospettosi che gli rivolgevano gli altri adulti sul mezzo. «Ero scioccato. Mi dispiaceva per lui. Non potevo semplicemente girarmi da un’altra parte» ha spiegato. Prima di scendere dal vagone per recarsi al lavoro però, Daniel Ollert si è fatto dare il numero dal bambino, e ha denunciato tutto alla polizia. Le forze dell’ordine hanno accertato il fatto, scoprendo che lo “Zio Millie” era un uomo di 58anni con precedenti. Il bambino ha poi scritto al manager un messaggio per ringraziarlo di averlo aiutato e salvato da una storia di abusi: gli ha scritto confessandogli che c’era stato un rapporto sessuale e che aveva detto tutto alla polizia, che ha effettuato l’arresto del pedofilo. Nell’abitazione dell’uomo, tale George H., le forze dell’ordine hanno rinvenuto grande quantita di materiale pedopornografico, compreso il video di una bambina nuda che piangeva in un bosco, che si è scoperto essere la nipote dell’uomo violentata nel 2009. Col proseguio delle indagini è emerso anche che l’uomo aveva abusato persino della figliastra: ora è stato condannato a 8 anni e si trova nel centro di correzione dell’ospedale Isar Amper di Monaco.

(credits immagine di copertina: Pixabay License