Mini-Bot: perché la loro approvazione potrebbe innescare l’Italexit

di Daniele Tempera | 31/05/2019

mini-bot
  • Con una mozione, passata in sordina, una commissione parlamentare ha dato il via libero al Governo sui cosidetti mini-bot

  • Pensati come strumento per essere risarciti dalle pubbliche amministrazioni, i minibot potrebbero portarci allo scontro finale con Bruxelles

  • Una manovra votata, in maniera compatta anche dal PD. Calenda: «È un errore»

Una mozione che è passata in sordina, ma che potrebbe fungere da vero e proprio effetto detonatore per tutta la politica e e l’economia italiana. Martedì scorso è stata approvata una mozione parlamentare all’unanimità per l’introduzione dei cosidetti mini-bot. Di cosa parliamo? Essenzialmente di buoni del tesoro di piccolo taglio emessi dallo stato che dovrebbero essere usati per pagare i debiti che le pubbliche amministrazioni hanno contratto nei confronti delle imprese. Non si tratta formalmente di una moneta parallela, vietata espressamente dal Trattato di Lisbona, e a differenza dei titoli di stato vero e propri, non sarebbero sottoposti a tassi di interesse (a differenza dei Btp); il loro valore invece dovrebbe stabilizzarsi in un rapporto di 1 a 1 con l’euro. I “buoni” potrebbero essere inoltre utilizzati dai cittadini per pagare debiti nei confronti delle pubbliche amministrazioni.

L’obiettivo: i mini-bot per stimolare il PIL e le entrate fiscali

I debiti delle pubbliche amministrazioni, secondo stime recenti ammontano a circa 64 miliardi di euro. La scommessa è che questi titoli fungano da volano per l’economia reale, stimolando PIL ed entrate fiscali. I promotori della mozione hanno stimato che, solo nel 2013, l’avvenuto pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni verso le imprese avrebbe fruttato un +0.2% in più di PIL e conseguentemente un incremento considerevole delle entrate fiscali, grazie alla stimolazione dell’economia. Di fatto però è uno strumento per creare debito pubblico non messo a bilancio, un’eventualità che potrebbe portare a sforare enormemente il famoso vincolo di bilancio deficit pil fissato al 3% nell’area UE.

Le conseguenze: i mini-bot potrebbero innescare lo scontro finale con Bruxelles

E il problema è esattamente la reazione di Bruxelles, come suggerito  anche da Guido Iodice, coautore di Keynes Blog, difficilmente le autorità UE non considererebbero “debito pubblico”, la larga emissione di questo tipo di titoli. Le conseguenze immediate potrebbero essere quindi la rottura dei vincoli di bilancio e lo scontro duro con le autorità UE. Il rischio è poi quello di creare un effetto a catena che porterebbe a un incremento esponenziale dello spread, alla fuga dei capitali dal nostro Paese, avvicinando, in un effetto a catena l’intervento della Troika. È molto improbabile inoltre che la BCE accetti, quella che a tutti gli effetti  assomiglia a una vera e propria moneta parallela . Uno quadro che potrebbe prefigurare anche l’Italexit tanto agognato dalle forze sovraniste e uno scenario molto costoso e dalle conseguenze davvero imprevedibili.

Perché l’opposizione ha votato con la Lega per l’introduzione dei minibot?

E  se per Borghi i mini-Bot sono “la bomba del programma, ma non se ne è accorto nessuno“, per molti economisti, come abbiamo visto sono semplicemente l’ennesimo strumento per far lievitare ulteriormente un debito pubblico che già si aggira su cifre che sfiorano il 132% del PIL. Allora perché buona parte dell’opposizione ha votato per la mozione, ovvero per far sì che il Governo prenda provvedimenti in tal senso?

Dell’errore si è reso subito conto Carlo Calenda, che parla senza mezzi termini di “errore” a proposito del voto PD nella mozione. Anche Magi (PD), presenta in aula, parla di “errore” personale e testo “incompleto”, prefigurando una disattenzione difficilmente giustificabile.

Lia Quartapelle, invece, sembra intravedere nel mancato pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni, qualcosa di superiore rispetto al disastro finanziario e all’uscita dall’euro.

Resta il fatto che, per diverse convinzioni o scarsa attenzione, l’opposizione non ne esce certo al meglio. Un’altra prova di scarsa unità e strategia, mentre la Lega incassa una mozione chiave del suo programma elettorale e si avvia (plausibilmente) alla sfida con le autorità di Bruxelles.