Nei commenti social si esulta per il malore della Merkel: ma c’è chi si ribella

di Francesco Collina | 27/06/2019

Merkel
  • Il nuovo malore di Angela Merkel ha scatenato i commenti più malevoli degli utenti dei social network

  • Diagnosi e fake news: nessuno sembra credere alla versione ufficiale, la ragione del malore è 'sicuramente' l'alcolismo

  • Fra i numerosi commenti c'è però chi non vuole adeguarsi e risponde a fake news e maldicenze

Angela Merkel continua a far parlare i social della sua malattia. Certo, di politica è difficile occuparsi, così gli affezionati utenti dei social network tendono tutti a fornire immediate analisi mediche inframezzate da offese alla salute della Cancelliera nella speranza che, come suggerisce Jvan, «Questa sia la volta buona». Così, grazie ai commentatori dei giornali on line, sappiamo per certo che Angela Merkel sia una alcolista o che probabilmente soffra di morbo di Parkinson e che non curi questa malattia degenerativa perché è una massona ammaliata dal potere conferitole da Soros e dal Nuovo Ordine Mondiale.

Le diagnosi mediche degli utenti social: «La Merkel ha il Parkinson»

Certo, non è una novità, i commenti dei lettori dei giornali hanno molto spesso toni dal gusto veramente dubbio: da Matteo che sostiene che «Sono persone anche loro che devono sempre gestire situazioni di forte stress. Sempre meglio di qualche altro vizio, tipo alcolismo. A buon intenditor» si passa ai consigli enogastronomici di Adriana che suggerisce: «Dategli un po’ di vino italiano», per arrivare alla certezza  diagnostica di Filippo, degna di un medico con pluriennale esperienza sul campo, che pur sbagliando ortografia non ha dubbi: «Deliriom tremens, troppa birra evidentemente!».

Il paragone imbarazzante: «Angela è come Adolf: i dittatori tedeschi tremano»

Nei commenti dei social network però non ci si improvvisa solamente medici. Anche lo storico è una professione che va per la maggiore. Sempre leggendo le sicure fonti esclusive dei commentatori scopriamo che il tremolio di Angela Merkel non è così sconvolgente, in fondo ce l’aveva anche Hitler e sempre di tedeschi parliamo. Lo precisa Fabrizio «H. Adolf ebbe gli stessi problemi di saluti… Lui usava le armi per conquistare l’Europa, lei l’euro…» trovando concorde numerosi altri commentatori, come Roberto che specifica: «Anche Adolfo tremava evidentemente deve essere una caratteristica dei dittatori germanici».

Molti lettori si ribellano: link ed ironia per combattere le fake news

In questa piazza telematica piena di urla e notizie non verificate date per certe c’è però chi si è stancato e – stanco di questa abitudine di commentare senza leggere l’articolo o senza informarsi con serietà – non ha intenzione di rassegnarsi e commenta. Ai lettori che “informano” gli altri utenti dando per certo l’alcolismo di Merkel e Junker c’è chi linka la notizia che si tratti di una bufala nel tentativo (talvolta spesso vano) di smentire una menzogna politica che continua ad essere alimentata dalla stampa e dai social “sovranisti” interessati a distruggere la reputazione degli avversari politici. Anche l’arma dell’ironia sembra funzionare. Così a Marc David che commenta «È venuto il momento di andare in pensione, anche i massoni hanno bisogno di riposo» risponde Marcello che, piuttosto che analizzare i ‘contenuti’ del commento si limita a prendersene beffe con l’arma dell’ironia: «Se no poi si surriscaldano, esplodono e producono scie chimiche e vaccini nocivi».

Come era facile aspettarsi i leoni da tastiera e i sovranisti da salotto televisivo, si son lanciati in offese e maledizioni verso il loro arcinemico, Angela Merkel. Più imprevedibile è stata la risposta di tanti altri utenti che, magari senza appoggiare le idee della Merkel in campo economico ed europeo, hanno fortemente criticato i commenti meno appropriati. I social vengono spesso accusati di dare voci a “legioni di imbecilli” che diffondono fake news e notizie non verificate che aumentano odio e politiche repressive: spesso però è proprio attraverso questi stessi social che queste opinioni vengono rese prive di forza comunicativa.

(foto di copertina: Kay Nietfeld/dpa)