Per il medico che salvò Alex Zanardi «c’è stato troppo ottimismo»

di Federico Pallone | 25/07/2020

Alex Zanardi
  • Il medico che salvò la vita ad Alex Zanardi frena gli entusiasmi

  • Per Biagioni, queste fasi di alti e bassi potrebbero durare anche anni

«In questi casi, l’evoluzione clinica procede in un modo che definiamo ondulatorio, con riprese che vanno oltre le più ottimistiche aspettative e peggioramenti improvvisi che possono lasciare sconcertati. Non bisogna esagerare con l’ottimismo ma allo stesso tempo neppure cadere nel peggior pessimismo se Alex Zanardi ha avuto un aggravamento ed è tornato in terapia intensiva. Passaggi del genere potrebbero accadere ancora per un anno, la letteratura scientifica ce lo insegna». È quanto ha detto Robusto Biagioni, il medico d’urgenza dell’elisoccorso che è stato uno dei primi a intervenire sul luogo dell’incidente in cui è rimasto coinvolto Alex Zanardi lo scorso 19 giugno, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Biagioni ha immediatamente stabilizzato Zanardi, salvandogli la vita.

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Il medico fa riferimento all’ultimo aggiornamento relativo alle condizioni di salute di Alex Zanardi: il campione è infatti stato trasferito all’ospedale San Raffaele di Milano e riportato in terapia intensiva a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni, definite ‘instabili’.

«I pazienti che hanno subito traumi simili a quello di Alex possono affrontare delle fasi di peggioramento», continua Biagioni, come si legge ancora su corriere.it «ma anche avere straordinari e repentini miglioramenti, perfino quando sembra che le condizioni respiratorie siano pregiudicate. Tutto può accadere e non bisogna mai arrendersi». Secondo il medico,  la situazione di Alex Zanardi va divisa in due parti. «Quella neurologica può essere valutata solo più avanti, mentre quella degli organi vitali può avere continue oscillazioni. C’è un’evoluzione costante dei parametri vitali. Non è possibile fare un bilancio delle funzioni vitali in una fase così delicata. L’immobilizzazione stessa è un fattore di rischio anche per un soggetto sano, figuriamoci per chi ha subito tre interventi chirurgici come Zanardi. Ogni paziente risponde in modo soggettivo».

Secondo Biagioni, questa fase ondulatoria può durare «anche sei mesi o un anno, dipende dal paziente e dai danni che ha subito. In questo periodo Zanardi è in pericolo di vita e lo sarà ancora fino a quando le oscillazioni diventeranno più leggere: solo allora la situazione diventerà stabile. Ma questo non significa che il paziente sarà guarito definitivamente. La prognosi, se tutto andrà bene, potrà essere sciolta soltanto tra diversi mesi. Fino ad allora, Alex Zanardi continuerà ad affrontare ogni giorno una situazione di rischio estremo»