La Corte dei Conti archivia la posizione di Salvini sui voli di Stato

di Redazione | 11/09/2019

Matteo Salvini

La Corte dei Conti ha archiviato la posizione di Matteo Salvini sui voli di Stato. Questo è il risultato dell’ispezione della magistratura contabile che ha indagato sugli spostamenti di Matteo Salvini nel periodo in cui era ministro dell’Interno. Nei quindici mesi di mandato, infatti, il leader della Lega avrebbe utilizzato i voli di Stato per spostamenti ordinari e per missioni istituzionali. L’ispezione ha concluso che per le casse pubbliche non c’è stato un vero e proprio esborso aggiuntivo e, pertanto, gli atti adesso saranno trasmessi alla procura di Roma che dovrà decidere in merito. In ogni caso, alcuni voli di Stato potrebbero non essere stati legittimi, nonostante non abbiano causato alle casse del demanio un esborso significativo.

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Ecco cosa ha stabilito la magistratura contabile: «Non sono emersi dall’istruttoria elementi sufficienti per sostenere in giudizio una contestazione di responsabilita’ amministrativa».

Matteo Salvini e il risultato dell’indagine della Corte dei Conti

Negli scorsi mesi era finita sotto la lente d’ingrandimento della stampa la mobilità eccessiva di Matteo Salvini nel corso della sua attività da ministro: il leader del Carroccio aveva ironizzato quando era uscita la notizia nel mese di maggio. Si trovava a Napoli e, nell’occasione, aveva detto: «Quando tornerò qui a Napoli lo farò in bicicletta, visto che qualcuno si sta occupando di come mi sposto». Secondo alcune rilevazioni da parte della stampa – che del resto non hanno il carattere dell’ufficialità -, Matteo Salvini avrebbe fatto 112.143 chilometri nel corso del suo mandato da ministro dell’Interno.

Gli spostamenti non istituzionali

Addirittura, il progetto MatteoinTour aveva segnalato questi spostamenti, valutando i chilometri percorsi giornalmente dal leader della Lega. Ovviamente, in questo chilometraggio, rientrano anche gli spostamenti istituzionali. La Corte dei Conti, invece, ha analizzato soprattutto i movimenti che non erano comprensivi in una missione. E ha stabilito che non ci sono elementi a sufficienza per ritenere scorretto il comportamento dell’ex ministro dell’Interno.

FOTO: ANSA/TELENEWS