Salvini: «Sfiducia da Renzi e Boschi? Una medaglia». L’ultima volta che lo disse chiese, poi, l’immunità

di Enzo Boldi | 21/07/2019

Matteo Salvini

C’è chi le medaglie le guadagna sul campo e chi se le assegna (da solo) sui social, prima di raccogliere baracca e burattini chiedendo aiuto all’amica immunità. E così, a quasi sette mesi (era il 24 gennaio) dalla richiesta del Tribunale dei Ministri per l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini per il caso della nave Diciotti e dei migranti tenuti a bordo senza il via libera allo sbarco, il leader della Lega torna a mostrare i muscoli via social ritirando fuori questa atavica storia delle medaglie per le sue gesta. Questa volta il tema è meno delicato della vicenda che lo ha coinvolto tra la fine del 2018 e l’inizio di quest’anno, ma il modo di sfamare la sua fan-base social non è cambiata di una virgola.

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Il tutto parte dalle ultime dichiarazioni rilasciate sia da Matteo Renzi che da Maria Elena Boschi che si sono detti pronti a presentare una mozione di sfiducia nei confronti di Matteo Salvini se non si recherà in Aula per spiegare e chiarire definitivamente la sua versione sui presunti finanziamenti illeciti dalla Russia alla Lega. Detto che da molti questa mossa del Pd è considerata suicida per via del consenso elettorale nelle mani del leader della Lega, il ministro dell’Interno è tornato a parlare di medaglie. Ovviamente sui social.

Matteo Salvini, in collezionista di medaglie

Il post social di Salvini riporta un estratto del suo intervento a Fuori dal Coro, il programma di Mario Giordano su Rete4. È curioso come il ministro dell’Interno, per fomentare la sua folla, ripeta a pappardella le stesse battute buone per ogni occasione, senza sentire l’esigenza di raccontare per filo e per segno la sua estraneità su quanto è finito sotto indagine della Procura di Milano. Che poi sarebbe una sua tutela. Ma lui preferisce parlare di medaglie, come quando si pronunciò allo stesso modo contro i magistrati che lo avevano indagato per la Diciotti, mostrando i muscoli prima di fare un passo indietro e correre a nascondersi dietro l’immunità parlamentare (con il voto dei Cinque Stelle)

Basterebbe riferire in Parlamento invece di fare show non dicendo nulla

Matteo Salvini, come indicato anche dal fatto che gli stessi magistrati non abbiano avuto l’esigenza di interrogarlo, è sicuramente innocente, ma se il nome di un suo ex collaboratore e consigliere strettissimo, che poi lo ha seguito anche nei suoi ulteriori incontri con la delegazione russa, è finito nelle carte della Procura forse qualcosa il segretario della Lega e ministro della Repubblica (nonché vicepresidente del Consiglio) dovrebbe dirlo. Al di là di sfiducie che fanno solo il loro gioco. Le medaglie si conquistano sul campo, non gettando il tutto nella classica caciara.

(foto di copertina: da video pubblicato su Facebook da Matteo Salvini)