Matteo Salvini parla dallo stesso balcone del Duce a Forlì, la piazza canta «Bella Ciao»

di Gaia Mellone | 04/05/2019

  • Matteo Salvini ha chiuso a Forlì il tour in Emilia Romagna

  • Causa maltempo, l'incontro è stato spostato da Piazza Saffi al palazzo del Comune

  • Salvini si affaccia dal balcone come faceva Mussolini, e la piazza intona «bella ciao»

Finisce con una nota decisamente amara il tour in Emilia Romagna di Matteo Salvini. Dopo le contestazioni a Modena, anche a Forlì il ministro dell’Interno non ha ricevuto una calda accoglienza della piazza. Il leader del Carroccio si trovava nel comune per sostenere il candidato di centrodestra e si è affacciato al balcone del palazzo comunale su Piazza Saffi, lo stesso dal quale Benito Mussolini aveva assistito all’uccisione dei partigiani e aveva tenuto diversi comizi, dove la folla gli ha cantato «Bella Ciao».

Su Twitter tra i commenti c’è chi sottolinea come non sia permesso tenere comizi dai balconi di palazzi municipali: l’incontro infatti inizialmente doveva tenersi in piazza, ma il palco non era coperto e quindi esposto alla pioggia. Il cambio di location sarebbe quindi dovuto al maltempo, che ha tenuto fuori dalla sala del comune anche diversi sostenitori. Per salutarli Matteo Salvini è apparso dal balcone del palazzo comunale su Piazza Saffi, la stessa però dal quale aveva pronunciato i suoi comizi anche il Duce. Mentre Matteo Salvini ripeteva che «la legittima difesa è legge, barchini e barconi non arrivano più» e di aver «approvato la legittima difesa a casa nostra», i centri sociali hanno cominciato a intonare la canzone partigiana «Bella Ciao». La piazza era divisa tra sostenitori e oppositori sia fisicamente da un cordone che dai cori: una parte gridava «buffone» e «vergogna», l’altra incitava il leader del Carroccio intonando «Matteo!, Matteo!».

Salvini e il coro dei centri sociali: il botta e risposta dal balcone di Piazza Saffi

Salvini dal canto suo, ha risposto ai contestatori microfono alla mano, invitando i «comunisti» a «preparare le valigie»: «I compagni da Forlì spariranno tra venti giorni e libereremo questa città e questa terra. Più minacciano e più io ho voglia di tirare dritto come un treno». E dopo il coro «siamo tutti antifascisti», ha ripreso: «In democrazia vince chi ha il consenso del popolo. E dopo 70 anni a Forlì si cambia» concludendo poi che «qua non ci sono fascisti, ma ci sono italiani orgogliosi di essere italiani». Ad un certo punto avrebbe anche perso le staffe di fronte alla parte della piazza che continuava a contrastarlo. «Se voi 50 sfigati volete che entrino in clandestini in questo Paese, pagateli voi» riporta il Corriere di Bologna – «Libereremo questa città e questa terra. Anzi sui barconi ci manderemo quei 50 sfigati, le zecche dei centri sociali».

Lo sfogo del sindaco Davide Drei: «scimmiottamento delle adunate anteguerra del regime»

Un discorso sicuramente animato quello di Matteo Salvini, che per nulla è piaciuto al sindaco dem Davide Drei. «È stata scritta una non altezza della storia democratica forlivese – si è sfogato su Facebook – Quello a cui si sta assistendo è qualcosa di penoso. Usare il balcone di piazza Saffi per un comizio. Un pessimo modo di fare campagna elettorale, uno scimmiottamento delle adunate anteguerra del regime nel luogo del sacrario alle vittime della guerra dove molti partigiani vennero impiccati». Un parallelo fatto anche da molti utenti sui social, ma Matteo Salvini ci ironizza sopra: «Saviano e la Boldrini chiederanno le dimissioni perché ho osato parlare Romagna dal balcone».

(Credits immagine di copertina: Twitter Matteo Salvini)

https://twitter.com/matteosalvinimi/status/1124567435447865344